In Irpinia 300 persone sono state evacuate dal centro di storico di San Martino Valle Caudina dopo che il torrente Caudino ha sollevato la piazza sotto cui scorreva in parte tombato, riversando fango e detriti. Fortunatamente non ci sono stati feriti, ma i danni sono stati numerosi, con decine di auto travolte e il manto stradale sfondato. La voragine e’ stata causato da una frana sul monte Mafariello, nella zona di Vallicelle, che gia’ vent’anni fa era stata coinvolta nell’alluvione che investi’ la Valle Caudina insieme a Sarno e Quindici. Le famiglie evacuate sono state ospitate dai parenti e nei centri di accoglienza predisposti da Comune e Protezione Civile.
In paese e’ arrivato il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, che ha portato solidarieta’ e vicinanza alle famiglie sfollate e “un ringraziamento a tutti quanti hanno contribuito a tamponare una situazione davvero grave, che avrebbe potuto avere conseguenze drammatiche analoghe, per la quasi identica frana, a quelle di Sarno”. “La Regione Campania“, ha assicurato, “sara’ in prima linea in tutti i territori che hanno subito la violenza degli ultimi due giorni di maltempo, sia sul fronte delle emergenze che stiamo affrontando da subito, sia per il successivo e conseguente piano di messa in sicurezza“. Legambiente ha denunciato che “48 ore di vento forte e pioggia” hanno mandato “la Campania sott’acqua“.
“Straripano fiumi e laghi, franano crostoni dalla Costiera Amalfitana alla Valle Caudina, cadono alberi a Napoli”, si legge in un comunicato, “nella nostra regione non reggono le citta’ ne le aree interne ai fenomeni meteorologici estremi”. “La responsabilita’ dei danni, della melma e del fango, che mettono a repentaglio vite umane e a rischio case e strade, va ricercato nell’assenza di controlli, nella mancanza di una seria e concreta politica di prevenzione e monitoraggio del territorio, nella devastazione e cementificazione di vastissime area”, denuncia Legambiente, “siamo davanti ad un ’emergenza climatica ben visibile con il continuo ripetersi di fenomeni alluvionali. E neanche la Campania e’ immune dalle conseguenze dei cambiamenti climatici: qui i fenomeni meteorologici estremi hanno causato negli ultimi anni danni consistenti e disagi diffusi”.


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