Trascorre una notte da solo in una grotta di alta montagna: “Puoi stare con te stesso, lontano dal caos. Lassù si vive sul serio” [FOTO]

"L'obbiettivo è stare con se stessi, fuori dal caos della società che non sento mia. Lassù si vive veramente l'essenza propria e della natura”

  • Foto di Michael Tramontin
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MeteoWeb

In inverno, la montagna diventa il luogo dei sogni per quanti amano la neve, il silenzio, la quiete, il paesaggio incantato. Vengono subito in mente impianti sciistici, rifugi, chalet e tutte quelle strutture che coccolano gli ospiti con i loro servizi, mentre possono godere della natura tutto intorno e di quello che essa offre. Eppure non è questo che viene in mente a Michael Tramontin, giovane di Belluno e grande appassionato di montagna, quando pensa a dedicare del tempo alla sua grande passione. A pochi verrà in mente di immergersi completamente nella natura e di vivere in simbiosi con lei anche solo per una notte, come ha fatto Michael, che ha deciso di trascorre una notte in una grotta in alta montagna.

Nella notte tra il 30 novembre e l’1 dicembre, Michael ha deciso di raggiungere una “grotta di guerra sulle Tre Cime di Lavaredo, famosissime, purtroppo o per fortuna”, ha spiegato ai microfoni di MeteoWeb. “Infatti è molto facile arrivarci d’estate, si trova appena sopra i parcheggi alti del rifugio Auronzo. A due passi proprio, vedi la bocca nera di quella più alta, questa invece è appena sotto racchiusa in un torrione staccato dal corpo del monte. Ma d’inverno è un’altra cosa arrivarci, dovendo partire dal lago Antorno e salendo per il sentiero innevato. C’è anche la strada battuta dalle motoslitte ma non prendo mai in considerazione queste facilitazioni”, ha aggiunto.

In un post su Facebook, Michael ha descritto la sua avventura così: “Quando ero salito tempo fa a questa caverna di guerra, subito avevo sentito che ci avrei dormito. E così è stato! Son salito per il sentiero carico come un mulo. Partendo presto non c’è nessuno. E sono arrivato al sole stupendo, nel silenzio e il vento. Raggiunta la cavernetta, ho mollato il fardello e con picca e pala tolto la neve e livellato il posto per la notte! Le feritoie facevano luce. Con calma ho goduto tutta la giornata. Avevo in mente di andare con gli sci da qualche parte, ma stavo così bene lì che senza rimpianti ho scavato un posto comodo e mi sono seduto ore a guardare la conca di Misurina, i Cadini, il cristallo, e tutte le mie cime ripensando come sempre a quei giorni felici. Unica pecca la vicinanza al rifugio Auronzo e la sua commercialità di turisti che vociano e cianciano salendo con le motoslitte rumorose. Gli odiati ronzanti droni, peccato che non si è avvicinato per offrire un bersaglio! Però è anche simpatico guardare la moltitudine che staziona lì dove porta la comodità, senza far un passo oltre, facendo mille foto e tornando giù, mordi e fuggi”.

Appena cala il sole, il gelo morde. Così entro in caverna e mi godo l’atmosfera della roccia attorno e sopra me. Accendo il fuoco, ma fa un gran fumo che mi intossica un poco. Però i suoi bagliori sulle pareti sono eccezionali, vivi! Come mi sento io! Mangio i canederli col pollo a pezzi dentro, finisco il vino, niente pipa che di fumo ne ho aspirato abbastanza, e la grappa decreta la fine della serata alle dieci, dopo aver guardato dalle feritoie le stelle, le luci di Misurina, il silenzio rotto dal mio canto stonato. I pensieri turbinano come sempre e li accolgo, ci parlo, cerco di sistemarli. Che bella la montagna. Infinita nel donare tutto il suo essere, sono le parole con cui Michael ha raccontato la sua notte nella grotta, testimoniata anche dalle bellissime foto che ha scattato quel giorno (vedi gallery scorrevole in alto, a corredo dell’articolo).

Ma cosa lo ha spinto a raggiungere una grotta in alta montagna e trascorrere una notte lì, da solo? “La spinta interna a fare queste cose, a dormire in grotta, a stare da solo, è molto personale. Viene dal fatto che con me sto bene. Posso godere del posto appieno, e posso vagare nei meandri della mia mente, senza disturbo alcuno. L’obbiettivo è proprio questo, stare con se stessi, fuori dal caos della società che non sento mia, ma a cui devo tornare poi. Lassù si vive veramente l’essenza propria e della natura”, ci ha detto Michael.

Ma cosa si prova a trascorrere una notte soli in una grotta? “Stare da solo in una grotta ti da sensazioni notevoli. Tu e la montagna, tu e il freddo, tu e il silenzio. È quasi un egoismo. Sei solo tu! E puoi stare ore ad ascoltare il nulla, o guardare come il giorno passa e le sfumature del sole cambiano prospettive sui monti. O dentro sulle grigie pareti. Poi esser su un luogo di storia, dove altri occhi hanno guardato da quelle feritoie verso il Monte Piana. Ti fa pensare. Tutto fa pensare, e il bello è cercare dentro se stessi la pace, e stare bene in quell’ambiente che par ostile, ma è amico”, ha aggiunto.

E per quanto possa sembrare un’avventura a dir poco particolare, da potersi concedere solo raramente, Michael è quasi un habitué. “Compio spesso queste esperienze, che non considero esperienze, ma la mia vita vera. Grotte e bivacchi, boschi son la mia casa specie in inverno quando non c’è nessuno. Quando tutto è più tranquillo e silenzioso. Non c’è weekend che non mi veda lassù da anni. Ovviamente con qualche eccezione. La passione per la montagna e tutto quel che comporta era in me da sempre, da quando piccolo facevo capanne nei boschi. E poi è esplosa col tempo e l’esperienza accumulata”, ci ha raccontato.

E quando gli abbiamo chiesto se consiglierebbe un’esperienza simile agli altri, Michael non ha avuto dubbi: “La consiglierei sì. Specie a chi non sta bene da solo, la montagna insegna, basta ascoltarla e ascoltare se stessi. Ovviamente se hai l’esperienza necessaria e il vestiario adatto. Perché comunque non scherza con chi la prende in leggerezza. La consiglierei perché lassù si vive, sul serio”.