Il pesce, in questi giorni, è uno dei prodotti più acquistati e consumati. Coldiretti Puglia ha lanciato però un allarme che interessa tutta Italia. “Le festività ancora in corso devono servire a riavvicinare i pugliesi al consumo di pesce locale che in Puglia paradossalmente è tra i più bassi d’Italia, nonostante la regione abbia 800 chilometri di costa e una tradizione marinara molto forte. Occhio però all’origine del pesce acquistato, con le insidie nel piatto come per il filetto di brosme spacciato per baccalà, uno dei piatti tipici della vigilia servito in umido o fritto“. Così Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia, in una nota. Quasi 8 pesci su 10 consumati in Italia sono stranieri, prosegue Coldiretti, “spesso senza che i consumatori lo sappiano, soprattutto a causa della mancanza dell’obbligo dell’indicazione di origine sui piatti consumati al ristorante che consente di spacciare per nostrani prodotti provenienti dall’estero che hanno meno garanzie rispetto a quello Made in Italy. Tra i trucchi nel piatto più diffusi in Italia – continua Coldiretti Impresapesca – ci sono il polpo del Vietnam spacciato per nostrano, lo squalo smeriglio venduto come pesce spada, il pesce ghiaccio al posto del bianchetto, il pagro invece del dentice rosa o le vongole turche e i gamberetti targati Cina, Argentina o Vietnam, dove peraltro è permesso un trattamento con antibiotici che in Europa sono vietatissimi in quanto pericolosi per la salute“.
