Walter Fagnani, il 95enne che corre alle ultremaratone: “Mi liberano la testa, ma credo che sia l’ultima”

"Ho partecipato a più di cento tra maratone e ultramaratone: ne facevo anche cinque all’anno", ammette Fagnani, il cui fisico è stato studiato dall'Università di Verona

Walter Fagnani è un uomo di 95 anni, dai capelli grigi e dal fisico asciutto. Alla sua età non smette di praticare una delle sue più grandi passioni: la corsa. Ogni giorno, per mantenersi in forma, si allena nelle colline delle Torricelle, in Veneto: con il suo bastone da passeggio, alterna tratti di camminata veloce e tratti di corsa. A Corriere del Veneto ha detto che “le scarpe da ginnastica e i calzoncini li uso solo per i tragitti lunghi, come le maratone”. Già, le maratone. Perché da ultranovantenne, Walter Fagnani ha corso un’ultramaratona da 100km e innumerevoli altre negli anni passati.

Nato a Verona il 17 settembre del 1924, è stato autista durante la Seconda Guerra Mondiale. Poi ha trovato lavoro alle Poste e anche il tempo per coltivare la sua passione: lo sport. Prima si dedicava alla bicicletta, che da ragazzo lo ha aiutato a percorrere decine di chilometri per incontrare Lorena, che sarebbe diventata sua moglie nel 1949, dandogli quattro figli. Poi, a quarant’anni, ha scoperto la passione per la corsa all’aria aperta che nel 1972, lo ha portato a partecipare alla sua prima maratona.

Foto di Angelo Sartori

Solo un anno dopo, ha affrontato la Cento chilometri del Passatore: da Firenze a Faenza, attraverso il saliscendi dell’appennino Tosco-Emiliano. “Da allora ho partecipato a più di cento tra maratone e ultramaratone: ne facevo anche cinque all’anno. Ma la mia preferita resta sempre quella del Passatore: ne ho affrontate oltre quaranta edizioni”, racconta Fagnani al Corriere del Veneto. A maggio 2019, all’età di 94 anni e 8 mesi, ha percorso tutti e cento i chilometri della maratona in 18 ore, 15 minuti e 34 secondi, e una media di 5,5 chilometri all’ora.

Walter Fagnani
(Mirco Ricci)

Il mio segreto è non arrivare mai primo. So dosare le forze, senza esagerare: corro solo se me la sento. Altrimenti, cammino. L’agonismo non mi interessa, la gara la faccio solo su me stesso: godo della fatica, il premio che cerco sono le emozioni che si provano attraversando i boschi e i paesi di questa nostra bella Italia. Dopo qualche chilometro il corpo reagisce alla fatica e vince l’affanno. Ecco, è in quel preciso momento che si raggiunge la serenità”, spiega Fagnani. Le ultramaratone “mi liberano la testa: dopo aver fatto cento chilometri a piedi, anche i problemi quotidiani sembrano più piccoli. Fino a 90 anni, la mattina, facevo il giro dell’intera città. Ma ora mi ci vorrebbe troppo tempo e a mezzogiorno c’è da preparare il pranzo a Lorena, che alla sua età non ci vede più… Quindi mi limito ad andare a comprare il giornale, mi fermo a leggerlo al circolo anziani e poi parto per queste passeggiate immerso nella natura”, ha spiegato.

Walter FagnaniE le sue straordinarie capacità fisiche hanno conquistato l’attenzione dell’Università di Verona, che da tempo sta studiando il suo fisico. La ricerca è guidata dal dottor Cantor Tarperi, del Dipartimento di Neuroscienze, Biomedicina e Movimento, che ha affermato: “Il fisico di Walter ha le stesse caratteristiche dei suoi coetanei e le sue massime capacità aerobiche sono di poco superiori agli standard della sua età. Fagnani ha unito un buono stile di vita a una corretta e costante attività fisica, e questo mix ha permesso al suo organismo di affrontare al meglio il passare degli anni”.

Sul suo futuro, però, l’arzillo 95enne ammette: “Con ogni probabilità, quella di sei mesi fa è stata la mia ultima ultramaratona. A 95 anni, si è come neonati: bastano pochi mesi e il fisico reagisce agli stimoli in modo completamente nuovo. Nel mio caso, non può che peggiorare. E anche se nel 2020 mi sentissi in perfetta forma, impiegherei troppo tempo per percorrere il tragitto, rischiando di mettere in difficoltà gli organizzatori”.