Aneurisma dell’aorta addominale: più a rischio “gli uomini over 60 con pressione alta e cardiopatie”

I campanelli d'allarme dell'aneurisma dell'aorta addominale "non sono sempre riconoscibili", può manifestarsi senza preavviso

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L’aneurisma dell’aorta addominale colpisce 84mila italiani, in prevalenza uomini, oltre i 75 anni, ipertesi e fumatori, e può manifestarsi senza preavviso con conseguenze molto pericolose: sono circa 6 mila le vittime ogni anno in Italia. La diagnosi precoce, ancora troppo poco frequente, potrebbe salvare molte vite. “L’aneurisma dell’aorta addominale consiste in una dilatazione patologica dell’arteria più importante del corpo, che veicola il sangue dal cuore a tutti gli organi. Nel tratto addominale perde elasticità e nel tempo l’aneurisma può andare incontro a una rottura“, spiega Tommaso Tombesi, chirurgo vascolare del Gruppo sanitario Usi. “Le cause sono aterosclerosi, infiammazioni delle arterie o eventi traumatici, purtroppo però i campanelli d’allarme non sono sempre riconoscibili. Il paziente non percepisce fastidi particolari e spesso si arriva in ospedale troppo tardi. Per questo è necessario, nella popolazione a rischio, eseguire controlli mirati“.
I più esposti sono gli uomini, di età superiore ai 60 anni, che presentano patologie quali ipertensione arteriosa, aterosclerosi, obesità, cardiopatie,” spiega l’esperto. “Una maggiore incidenza si manifesta anche tra i fumatori e in situazioni di presente familiarità. In tutti questi casi è necessaria una stretta sorveglianza del paziente che dovrà sottoporsi, se necessario, a ecocolordoppler dell’aorta addominale preventivo, da ripetere in modo sistematico ogni 4-6 mesi, per controllare lo stato del vaso“. “L’ecocolordoppler è un esame rapido e indolore per il paziente, che misura con precisione millimetrica il diametro massimo dell’aneurisma: tanto più grande è il diametro, tanto più esiste il rischio di rottura improvvisa con conseguente emorragia e rischio elevato di morte. In caso di sospetto si procede con una angio-Tac o angio-Rmn, in previsione anche di un eventuale intervento chirurgico, indicato generalmente oltre i 5 cm di diametro. L’intervento chirurgico tradizionale o con posizionamento di dispositivi endovascolari (ove possibile) – conclude – ripristina una aspettativa di vita sovrapponibile a quella della popolazione sana di pari età. La diagnosi tempestiva può, quindi, salvare la vita“.