Banca Occhi Veneto, staminali contro la degenerazione maculare: presentato un progetto di ricerca sulla ricostruzione delle cellule

Il progetto prevede di ricostruire in laboratorio porzioni dell'epitelio pigmentato partendo da cellule staminali embrionali

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Oggi a Treviso, Diego Ponzin, direttore della Fondazione Banca degli Occhi del Veneto, ha presentato un progetto di ricerca per l’utilizzo di cellule staminali nel trattamento e cura della degenerazione maculare senile. “Stiamo studiando la degenerazione maculare senile – afferma Ponzin – facendo leva sull’esperienza maturata da Fondazione Banca degli Occhi nel campo della terapia cellulare delle malattie della cornea. La terapia cellulare prevede l’utilizzo di cellule nel tentativo di ricostruire delle parti del nostro organismo che risultino difettose o compromesse da malattie. La degenerazione maculare senile sta diventando sempre più endemica e importante da studiare e conoscere, a causa anche dell’invecchiamento della popolazione“.

Una parte particolarmente compromessa dalla malattia degenerativa è il cosiddetto epitelio pigmentato, ossia lo strato di cellule più esterno della retina, molto importante poiché contribuisce a mantenere in buona salute le cellule visive. Il progetto prevede di ricostruire in laboratorio porzioni dell’epitelio pigmentato partendo da cellule staminali embrionali, disponibili nel mondo scientifico e industriali anche per applicazioni sull’uomo. Per Ponzin “queste cellule possono differenziarsi essendo staminali embrionali e quindi possiamo ‘educarle’ a svolgere il compito di quelle dell’epitelio pigmentato. Stiamo cercando di preparare un tessuto sottilissimo e rivestito di queste cellule che verrà applicato sulle retine malate con l’ausilio di una tecnologia che stiamo sviluppando in parallelo”.

Entro qualche settimana inizieranno i primi studi di applicabilità chirurgica, su occhi di animali e poi si farà una richiesta al Ministero per avere il permesso di poter operare i primi pazienti. Fondazione Banca degli Occhi del Veneto è un ente no-profit fondato nel 1987 dalla Regione Veneto da un’idea di Giovanni Rama e di Pierluigi Coin, struttura che raccoglie, valuta e conserva i tessuti oculari per trapianto, provvedendo anche alla sensibilizzazione negli ambienti sanitari e tra le famiglie nel territorio.