Per la prima volta dalla sua scoperta, cinque team internazionali di ricercatori e ingegneri stanno trivellando il mega ghiacciaio Thwaites per scoprire le cause del suo scioglimento accelerato, potenzialmente responsabile di un aumento pericoloso del livello globale dei mari. La perdita di ghiaccio è quasi raddoppiata negli ultimi 20 anni ed ora scompaiono ben 35 miliardi di tonnellate l’anno. Una task force congiunta di scienziati britannici e statunitensi per due mesi lavorerà in condizioni meteo estreme, procedendo a profonde trivellazioni sul remotissimo ghiacciaio, grande quanto la Gran Bretagna, nell’Antartide occidentale, e alla raccolta di dati preziosi per completare quelli registrati finora dai soli satelliti.
Per trasportare tutti gli strumenti della missione ci sono voluti decine di voli aerei dagli Usa. Oltre agli scienziati il grande protagonista della missione è Icefin, il piccolo robot giallo sommergibile in grado di scavare il ghiaccio a 1,6km di profondità, di navigare in acque a temperature ben al di sotto dello zero, per scoprire i misteri nascosti nei sedimenti e nel punto in cui l’agglomerato incontra l’oceano, sciogliendosi. Icefin misura, fotografa e mappa l’intero processo di scioglimento di Thwaites e dai dati successivamente elaborati i ricercatori cercheranno soluzioni per stabilizzarlo. Due dei team stanno invece utilizzando acqua calda per effettuare altre trivellazioni, tra 300 e 700 metri di profondità.
La squadra Icefin, formata da una quarantina di scienziati, fa parte del programma di collaborazione internazionale Thwaites Glacier dalla durata di 5 anni, finanziato da Usa e Gran Bretagna con 50 milioni di dollari. Il ghiacciaio – soprannominato ‘del giorno del giudizio universale’ e ‘bomba ad orologeria’ – si sta sciogliendo ad un ritmo sempre più veloce e un suo crollo provocherebbe un aumento del livello dei mari di almeno 65 centimetri. Da solo è responsabile del 4% dell’innalzamento di oceani e mari. I dati satellitari hanno lanciato l’allarme sulla sua instabilità che potrebbe portare alla scomparsa dell’intera massa di ghiaccio entro i prossimi 150 anni. La grande paura è che scateni un crollo più ampio di ghiaccio, sufficiente a poter sollevare i mari fino a 3,3 metri in poche centinaia di anni, con conseguenze drammatiche.


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