Coronavirus, la Cina è nel caos: chiuse la Grande Muraglia e la Città Proibita di Pechino, annullati tutti i festeggiamenti del Capodanno Cinese: “Ai confini della realtà, sembra la fine del mondo”

Il coronavirus di Wuhan si diffonde con grande rapidità: numerose città coinvolte, infettate ormai centinaia di persone in Cina

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Il coronavirus di Wuhan si diffonde con grande rapidità e ha infettato ormai centinaia di persone in Cina, provocando finora 29 vittime. Situazione “ai confini della realtà, sembra la fine del mondo,” si legge sui social network cinesi.
Per impedire la diffusione del coronavirus le autorità cinesi hanno decretato il blocco dei trasporti finora in 10 città: sono stati bloccati i mezzi di trasporto in uscita ed in entrata. La misura sta coinvolgendo 41 milioni di persone proprio alla vigilia del Capodanno cinese. Oltre a Wuhan, focolaio dove si è sviluppato il virus, sono state bloccate le altre nove città della provincia di Hubei.
Cominciano anche a scarseggiare i medicinali, in particolare i kit per i test virologici, negli ospedali di Wuhan: un medico di un ospedale locale ha confermato al Global Times che esiste una grave carenza dei reagenti di rilevazione del 2019-nCoV.

AP/LaPresse

Una sezione della Grande Muraglia e Disneyland Shanghai sono state chiuse.
Domani si celebra il Capodanno cinese e normalmente centinaia di milioni di persone si spostano attraverso la Cina e i il mondo per riunirsi con le loro famiglie e festeggiare, ma le celebrazioni nel Paese sono state annullate, comprese quelle nella Città Proibita di Pechino, oltre a fiere e carnevali a Pechino e Hong Kong.
La Città Proibita di Pechino non accoglierà turisti fino a nuovo ordine.
Ieri sera l’Oms ha deciso di non dichiarare un’emergenza sanitaria globale ma i governi di tutto il mondo sono in massima allerta.

La Cina ha ordinato a tutte le agenzie di viaggio di sospendere le vendite di tour nazionali e internazionali per contenere la diffusione del nuovo coronavirus. Il ministero della Cultura e del Turismo ha ordinato alle agenzie di viaggio e agli operatori turistici di interrompere la vendita di pacchetti a partire da oggi, secondo un documento visionato da Bloomberg.

Le autorità sanitarie cinesi hanno innalzato il livello di risposta alle emergenze sanitarie al grado massimo, il livello 1.

Tra le vittime vi sarebbe un caso al di fuori dall’area dell’epicentro: una persona è morta a Heilongjiang, una provincia al confine con la Russia, a oltre 1.800 km da Wuhan, la città epicentro della diffusione del virus. Un altro caso è stato confermato poco prima a Hebei, la provincia che circonda Pechino.
E’ un 36enne ricoverato a Hubei all’inizio del mese, dopo aver avuto la febbre per tre giorni, la più giovane vittima del nuovo coronavirus. L’uomo è morto in seguito a un arresto cardiaco il 23 gennaio.

Al di fuori della Cina, la Corea del Sud ha confermato il suo secondo caso del virus simile alla Sars: il ministero della Sanità ha riferito che un coreano 50enne ha iniziato a manifestare sintomi a Wuhan, dove si trovava per lavoro, il 10 gennaio. Al suo ritorno nel Paese, all’inizio di questa settimana, è stato sottoposto a controlli ed è stato accertato essere il secondo caso del virus nel Paese.

Anche in Giappone si registra un secondo caso: il ministero della Sanità ha confermato il contagio di un uomo che ha viaggiato a Wuhan, un 40enne giunto in Giappone lo scorso 19 gennaio e poi ricoverato in un ospedale di Tokyo il 22 gennaio.