Il “demone” del coronavirus, come è stato ribattezzato da Xi Jinping, ha portato a 106 il numero dei morti in Cina. I contagi sono raddoppiati in 24 ore, costringendo le autorità di Pechino a chiudere scuole e università sine die. E intanto il virus continua a diffondersi anche al di fuori dei confini cinesi: aumentano i casi in Germania e in Canada e arriva il primo caso dal Brasile.
3 nuovi casi in Germania
Tre nuovi casi di coronavirus sarebbero stati confermati in Baviera, secondo quanto riportano i quotidiani tedeschi. Die Welt riporta la notizia e cita fonti del ministero della Salute bavarese. I tre sono tutti impiegati nella stessa azienda della zona di Starnberg, dove lavora il primo paziente del coronavirus accertato in Germania, un ingegnere che aveva avuto contatti con una collega arrivata dalla Cina. Sale così, come spiega il Bild, a quattro il numero delle persone colpite. I tre pazienti verranno ricoverati nella clinica di Monaco Schwabing, dove saranno tenuti sotto osservazione medica, in isolamento. Si tratta della stessa struttura in cui si trova il primo 33enne risultato infetto, dopo il contagio avvenuto nel contatto con una cinese, ospite della impresa Webasto, per una sessione di aggiornamento. La donna non aveva sintomi quando ha contagiato i suoi colleghi. Veniva da Shangai, dove e’ ritornata nei giorni scorsi, ma i suoi genitori sono di Wuhan, la citta’ infestata dal Virus.
Un altro caso sospetto in Canada, a Vancouver
Allerta massima in Canada per il coronavirus, con un caso sospetto a Vancouver dopo quello accertato ufficialmente a Toronto. Si tratta di un uomo di 40 anni che viaggia frequentemente in Cina e che durante il suo ultimo spostamento è stato nella città di Wuhan. Secondo le autorità canadesi, l’uomo è in auto-isolamento nella sua abitazione. Le stesse autorità si sono dette non sono sorprese della presenza del virus a Vancouver, visto il collegamento aereo diretto tra la città del Pacifico e la Cina.
Brasile, ministro della Sanità conferma il primo caso sospetto nel Paese
Il ministro della Sanità brasiliano, Luiz Henrique Mandetta, ha confermato oggi, 28 gennaio il primo caso sospetto di coronavirus nel Paese. L’annuncio è stato dato nel corso di una conferenza stampa in cui il Mandetta ha illustrato le misure che il governo adotterà per cercare di contenere il rischio di una eventuale diffusione del virus. Il ministero ha già innalzato il livello di sicurezza da “stato di attenzione” a “pericolo imminente”. Il paziente, uno studente di 22 anni rientrato lo scorso 24 gennaio dalla città cinese di Wuhan in Cina, principale focolaio di infezione, è attualmente ricoverato in stato di osservazione presso l’ospedale di Belo Horizonte, nello stato brasiliano di Minas Gerais.
“In questa fase, quello che cambia per il ministero è il grado di allarme”, ha dichiarato Mandetta. “La nostra sorveglianza nei porti e negli aeroporti aumenta, abbiamo disposto nuovi standard per lo screening sui pazienti a rischio e previsto l’uso di alcuni dispositivi di protezione per contenere il rischi”. “In questa fase, abbiamo uno sguardo molto più attento all’interno del paese, per identificare se il virus dovesse circolare sul territorio nazionale e per ottenere informazioni tecniche e scientifiche sul comportamento del virus”, ha detto Mandetta.
Gli Usa rafforzano i controlli aeroportuali, United Airlines cancelli i voli verso la Cina
Gli Stati Uniti stanno rafforzando i controlli aeroportuali dei passeggeri per monitorare il coronavirus anche se i funzionari sanitari federali hanno dichiarato che il rischio di infezioni estese negli Stati Uniti è basso. Robert Redfield, direttore dei Centri statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie (Cdc), ha affermato che le autorità stanno monitorando i passeggeri in più aeroporti per vedere se sono portatori del virus che ha avuto origine in Cina. “I prossimi giorni e settimane probabilmente porteranno più casi tra cui la possibilità di diffusione da persona a persona”, ha aggiunto. “Il nostro obiettivo è contenere questo virus e prevenire la diffusione prolungata del virus nel nostro paese”. In cinque importanti aeroporti degli Stati Uniti, il Cdc sta già controllando i passeggeri di Wuhan, in Cina, per i sintomi dell’infezione da coronavirus.
Intanto la United Airlines è diventata la prima compagnia aerea statunitense a cancellare i voli a causa del coronavirus, sospendendo 24 voli di andata e ritorno tra Stati Uniti e Cina a partire dal primo febbraio per il significativo calo della domanda dopo lo scoppio del virus. Le città interessate sono Pechino, Shanghai e Hong Kong. Al momento si tratta della misura più drastica presa da una compagnia aerea americana da quando il virus ha iniziato a diffondersi al di là confini cinesi. Le altre principali compagnie aeree americane, tra cui Delta e American Airlines, al momento si sono limitate ad offrire ai propri passeggeri la possibilità di cambiare il biglietto aereo gratuitamente.
Air Canada annulla alcuni voli verso la Cina in risposta al coronavirus
Air Canada ha annunciato oggi, 28 gennaio, la cancellazione di alcuni voli diretti verso la Cina per affrontare il calo di circa il 12 per cento di passeggeri nell’ultima settimana per paura di contagio del coronavirus. Air Canada opera attualmente 33 voli a settimana per la Cina. Il coronavirus che ha avuto origine a Wuhan, in Cina, ha già ucciso 106 persone e si sta diffondendo in tutto il mondo. Intanto il ministro degli Esteri canadese, Francois-Philippe Champagne, ha fatto sapere che più di 125 dei 250 cittadini canadesi registrati nella provincia cinese di Hubei hanno richiesto assistenza per essere rimpatriati. Champagne ha aggiunto che il governo sta “esaminando tutte le opzioni” per aiutare le persone intrappolate nella provincia cinese colpita dal virus ed è in contatto con partner internazionali, compresi funzionari cinesi, per identificare la migliore strada da percorrere. Finora sarebbero due i casi di coronavirus in Canada, con 19 pazienti sotto osservazione.
Via da Wuhan anche i giapponesi
È decollato da Wuhan, un aereo che riporta in patria i giapponesi rimasti bloccati nella città, isolata dalle autorità di Pechino. Lo ha reso noto il ministero degli Esteri giapponese. Il volo charter, che rimpatria circa 200 persone da Wuhan, dovrebbe arrivare all’aeroporto Haneda di Tokyo in mattinata. A bordo c’è personale sanitario che sottoporrà i passeggeri a controlli medici. Ai passeggeri, una volta a terra, è stato chiesto di rimanere a casa per due settimane in attesa di eventuali sintomi della malattia.
Decollato da Wuhan volo con diplomatici Usa
È partito da Wuhan, la città cinese epicentro dell’epidemia da micidiale Virus della polmonite, il volo charter che porta via dalla zona i diplomatici Usa e le loro famiglie. Lo ha reso noto il Dipartimento di Stato. L’aereo, decollato prima dell’alba (ora cinese), è diretto negli Usa. La sua prima tappa sarà ad Anchorage, in Alaska.
Apple: stretta in Cina per la diffusione del virus
Stretta di Apple in Cina a causa dell’emergenza legata alla diffusione del coronavirus. Il Ceo Tim Cook ha annunciato che uno degli store della Casa di Cupertino è stato chiuso, mentre nei rimanenti è stato tagliato l’orario di apertura. E’ pronto poi un piano di restrizione dei viaggi del proprio personale se la situazione dovesse peggiorare. Apple produce la gran parte dei suoi iPhone in Cina.
Il Regno Unito sconsiglia i viaggi non essenziali
Il Regno Unito sconsiglia “tutti i viaggi non essenziali” nella Cina continentale. Lo riferisce il Foreign Office. Sono state aggiornate le indicazioni relative ai viaggi all’estero sul sito del governo britannico con le seguenti indicazioni: “Il Foreign e Commonwealth Office sconsiglia tutti i viaggi nella provincia di Hubei a causa della diffusione del coronavirus. Se vi trovate in questa zona e siete in grado di partire dovreste farlo”. Inoltre, il Foreign Office “sconsiglia tutti i viaggi non essenziali nel resto della Cina continentale” (escludendo Hong Kong e Macao). Lo riferisce la Press Association.
Cdc, test diagnostico disponibile in 2 settimane: “Stiamo lavorando per poterlo condividere”
I Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (Cdc) “stanno lavorando per rendere velocemente disponibile anche a partner internazionali il test diagnostico per il virus cinese”. Lo ha detto Nancy Messonier, direttore della divisione per le immunizzazioni e le malattie respiratorie dei Cdc. I laboratori dell’agenzia governativa al momento sono gli unici ad aver messo a punto e possedere negli Usa l’analisi per la diagnosi corretta dei contagi con il coronavirus proveniente dalla Cina. “Ci stiamo impegnando al massimo – ha reso noto nel corso di una conferenza stampa Messonier – stiamo cercando di ottimizzare il test in modo che possa essere usato da altri laboratori, ma ci vorra’ ancora una settimana o due”. Il primo obiettivo e’ mettere a disposizione il kit per la diagnosi all’interno degli Stati Uniti, “ma nel giro di alcune settimane – ha aggiunto – saremo in grado di condividere il test con partner internazionali perche’ siano in grado di condurre l’analisi per conto loro”.
La Bulgaria lavora al rimpatrio degli studenti da Wuhan
Il primo ministro bulgaro Boyko Borissov ha dichiarato oggi a Sofia di essere pronto a inviare un aereo in Cina per far rientrare gli studenti bulgari bloccati a Wuhan, la località’ dalla quale è iniziata l’epidemia del coronavirus. “Stiamo cercando un modo per riportare in patria i nostri studenti, manderemo un aereo per prenderli e non mi importa quanto ci costi”, ha dichiarato Borissov nel corso dell’incontro annuale del governo con gli imprenditori bulgari. Il ministero degli Esteri di Sofia ha fatto sapere che gli studenti bulgari bloccati a Wuhan sono tre e sono in buone condizioni di salute. Successivamente l’incaricato d’affari dell’ambasciata bulgara a Pechino, Vladislav Spasov, ha precisato in un’intervista alla BTv che gli studenti bulgari a Wuhan sono quattro. Il ministero degli Esteri di Sofia è stato incaricato di monitorare la situazione in vista del rimpatrio dei connazionali.


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