Ipertensione, l’infiammazione cronica delle gengive ne aumenta il rischio

Se la parodontite è moderata, il rischio di ipertensione arteriosa aumenta in media del 22%, se è grave si arriva fino al 49%: lo svela un nuovo studio

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Le persone che soffrono di parodontite, infiammazione cronica delle gengive, hanno un rischio molto più alto di sviluppare ipertensione arteriosa. La conferma del legame arriva da uno studio britannico pubblicato sulla rivista ‘Cardiovascular Research’, che sottolinea dunque la grande importanza della salute di bocca e denti. La parodontite è un’infiammazione del tessuto di sostegno dei denti che, se non curata, può portare alla perdita dei denti stessi, oltre ad essere identificata come fattore di rischio di malattie cardiache e polmonari a causa di una proliferazione batterica nell’organismo.

Un team britannico dell’University College di Londra ha voluto confermare la ‘relazione pericolosa’ tra parodontite e ipertensione, passando in rassegna e analizzando i dati estratti da un centinaio di studi realizzati in una trentina di paesi nel mondo. Dalla metanalisi, è arrivata la conferma di un’associazione molto chiara tra parodontite e rischio di ipertensione. In particolare, se la parodontite è moderata, il rischio aumenta in media del 22%, se è grave si arriva fino al 49%. Anche in questo caso, la spiegazione di tale legame riguarda la migrazione batterica, che causa una reazione infiammatoria che colpisce i vasi sanguigni. Ma esistono anche altri elementi che possono rafforzare questo fenomeno, come la sensibilità genetica e alcune abitudini di vita come l’alimentazione o il tabagismo. Per questo è fondamentale fare tutto il possibile per prevenire la parodontite, curando l’igiene orale e facendo visite periodiche dal dentista, e se necessario curarla senza indugio. Ciò è ancora più vero per le persone ipertese, dal momento che la parodontite potrebbe complicare ulteriormente la situazione. In proposito gli autori ricordano infatti che l’ipertensione è un importante fattore di rischio per infarto e ictus.