Dal Nimby al Pimby. La nuova geotermia a reiniezione totale come alternativa della vecchia e obsoleta geotermia flash

Il Sindaco di Abbadia San Salvatore, Fabrizio Tondi, racconterà il caso di un comune che ha pagato prezzi importanti per rifiutare in questi anni la geotermia inquinante

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I cambiamenti climatici ci impongono di non attenere oltre e di accelerare le scelte, sia chiudendo alle vecchie tecnologie geotermiche inquinanti che rendendo più rapide le scelte per le geotermie ad impatto zero. Il Sindaco di Abbadia San Salvatore, Fabrizio Tondi, racconterà il caso di un comune che ha pagato prezzi importanti per rifiutare in questi anni la geotermia inquinante ma che ha contemporaneamente affermato con chiarezza di voler ospitare un impianto di geotermia a reiniezione totale che sarà collocato nell’area industriale del comune amiatino.

All’evento che si svolgerà martedì 14 gennaio 2020 alle ore 10:30 presso la Sala Caduti di Nassiriya del Senato della Repubblica, interverranno:

  • Sen. Gianni Girotto – Presidente della Commissione Industria del Senato
  • Fabrizio Tondi – Sindaco di Abbadia San Salvatore
  • G.B. Zorzoli – Presidente Coordinamento Nazionale FREE
  • Fabio Roggiolani – Giga-Ecofuturo

L’associazione Giga no profit, con il suo Responsabile ScientificoProfessor Giuliano Gabbani dell’Università di Firenze, è stata la prima in Italia a battersi per la riconversione dei sistemi geotermici a ciclo aperto e inquinanti, verso gli impianti a ciclo binario e a reiniezione totale. Il primo comune a rivelarsi disponibile in questa direzione è stato quello di Abbadia San Salvatore, immediatamente dopo l’elezione a Sindaco di Fabrizio Tondi, storico oppositore della geotermia inquinante.

Dall’approvazione delle legge del 2010 che ha disciplinato il rinnovamento della geotermia in Italia, il primo impianto a giungere alla fase conclusiva dell’iter di approvazione è quello di Abbadia San Salvatore. Nella Conferenza Stampa saranno illustrati gli elementi innovativi dell’impianto stesso e lo sviluppo scientifico verso altre tipologie di impianto ad impatto zero, nonché il primo elenco dei comuni che, invece di dire no dicono sì ai nuovi impianti ad energie rinnovabili. Dal Nimby al Pimby, ovvero da “no nel mio cortile” al “per favore nel mio cortile“.

La storia del paese nel corso del ‘900 si è basata sulla coltivazione del mercurio. Una tradizione manufatturiera che ha dato attenzione al mondo operaio e solidaristico, ormai patrimonio della comunità di Abbadia. Nel corso degli ultimi decenni si è cercato di trovare soluzioni che non si concentrino su un’unica fonte di sviluppo ma anche su un ventaglio di alternative, tra cui: turismo, servizi e attività imprenditoriali, artigianali e industriali.

Oggi ci si adopera per valutare con la massima attenzione un nuovo sviluppo manufatturiero sostenibile: in base agli attuali orientamenti legati a fonti energetiche rinnovabili a emissioni zero.

L’amministrazione si accinge a questa sfida epocale che contempla un processo produttivo “circolare” e la drastica riduzione dell’utilizzo dei fossili. Una nuova filosofia tesa a superare quella del Nimby (“Non nel mio cortile”) per passare a una fase propositiva detta Pimby (“Per favore nel mio cortile”). Ovviamente pretendendo tutte le garanzie nel rispetto dell’uomo e dell’ambiente. Al tempo stesso il Comune di Abbadia continua a opporsi con forza e coerenza allo sviluppo di una geotermia inquinante, di tipo flash.