In Cina il bilancio aggiornato della diffusione del nuovo coronavirus, simile alla SARS, è di 9 morti e centinaia di persone colpite: lo hanno confermato le autorità sanitarie locali.
Li Bin, vicedirettore della Commissione sanitaria nazionale ha precisato che sono stati individuati 440 pazienti portatori del virus in 13 diverse province. “Si è già verificata una trasmissione da uomo a uomo e anche un’infezione di operatori sanitari“, ha dichiarato Li in una conferenza stampa. “Le prove hanno dimostrato che la malattia è stata trasmessa attraverso il tratto respiratorio e c’è la possibilità di mutazione virale“, ha aggiunto.
Nelle maggiori città cinesi vanno a ruba le mascherine per il viso, nel tentativo di proteggersi dal virus. Le autorità hanno chiesto alla popolazione di evitare di recarsi a Wuhan, epicentro dell’epidemia.
“I coronavirus sono una famiglia all’interno della quale ci sono tanti figli. Questa volta ci troviamo di fronte a un ceppo che non avevamo mai conosciuto,” ha spiegato a LaPresse il direttore scientifico dell’ospedale Spallanzani di Roma Giuseppe Ippolito. “Non sappiamo quindi se è più o meno pericoloso dei precedenti, perché i casi registrati finora sono troppo pochi“.
Nessun allarmismo però, anche se si presentano sintomi simili a quelli del coronavirus, che somigliano a quelli influenzali: “Ogni allarmismo è ingiustificato se non si è stati di recente nell’area colpita dal focolaio e se non si ha avuto contatti diretti con persone che arrivano da quell’area“.


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