Previsioni Meteo, aggiornamenti stagionali: brutte notizie dalla stratosfera. L’Inverno può riscattarsi solo a Marzo (e in Primavera)

Previsioni Meteo Stagionali: superata in gennaio la soglia positiva del NAM; dai 40 ai 60 giorni con pochi movimenti invernali?

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Previsioni Meteo Stagionali – Premesso che la meteorologia è la scienza dell’incertezza e dell’indefinibile per eccellenza, pertanto anche teorie che possono trovare un riscontro percentuale discreto, sono e rimarranno tutt’altro che sempre valide e indiscusse, pur tuttavia, alcuni tipi comportamentali (indici) dell’atmosfera sono stati bene o male studiati e, nel corso degli anni, si sono avute dimostrazioni empiriche circa una loro discreta affidabilità.

Uno degli indici più studiati e validi ai fini di una tendenza stagionale invernale è il cosiddetto NAM, acronimo di North Annular Mode. Si tratta di un indice descrittivo che fa parte delle teleconnessioni atmosferiche e che monitora i valori di pressione e temperatura di tutta la colonna d’aria sulla Calotta Polare, alle latitudini comprese mediamente tra 60º e 90º Nord, dal livello del mare sino alla Stratosfera, mediamente fino a 30.000 m, ma anche a 40/50.000 m in alta Stratosfera. Lo studio, attraverso i calcoli quotidiani naturalmente effettuati dai modelli matematici, monitora le oscillazioni di temperatura e pressione sulla colonna polare, evidenziando il gradiente, ossia la differenza, tra le latitudini più strettamente polari, appunto  60/90º Nord, e quelle più basse, verso 40/50º Nord.

In tanti anni di osservazione, si è dimostrato che in presenza di temperatura e pressione particolarmente basse sulla colonna d’aria verso il 90º, e soprattutto nella sezione stratosferica intorno ai 30.000 m circa, il gradiente con le medie-basse latitudini polari è positivo, cioè verso il 45/50º Nord i valori di temperatura e pressione sono più alti rispetto al Polo (quindi gradiente-differenza elevati e fase positiva del NAM).

La conseguenza, in termini dinamici, è che tutto il Vortice Polare rimane avvinghiato a se stesso con poche attitudini a oscillazioni meridiane e, quindi, poca attitudine, da parte delle correnti fredde polari, di scendere verso le medie basse latitudini emisferiche.

Se, al contrario, i valori di pressione e temperatura si attestano medio-alti o comunque più alti della norma verso il 60/90º,  sempre soprattutto nella sezione stratosferica sui 30.000 m circa, il gradiente con le latitudini più basse della calotta è negativo,  cioè verso il 40/50º Nord, i valori di temperatura e pressione sono più bassi che non al Polo, (gradiente-differenza minimi e fase negativa del NAM) con la conseguenza che il Vortice Polare risulta più disturbato, meno aggregato e più incline a inviare impulsi freddi verso le medie basse latitudini emisferiche. Naturalmente non c’è, data la caoticità tipica dell’atmosfera, un rapporto causa-effetto scontato tra i valori del gradiente registrati e gli effetti sul tempo verso le medie e basse latitudini. Mediamente il rapporto causa-effetto dovrebbe esserci, secondo gli schemi esaminati, ma nulla toglie che in presenza, ad esempio, di un gradiente mediamente positivo, possano esserci comunque irruzioni fredde anche significative verso le latitudini medio-basse, magari per altri fattori contingenti, quali particolari predisposizioni termiche tutte troposferiche e particolari assetti delle temperature oceaniche.

Un maggior riscontro causa-effetto, invece, sebbene anche questo mai assoluto, si è avuto in presenza di un valore di gradiente particolarmente esasperato da costituire una sorta di “punto di non ritorno” per una serie convenzionale di giorni. Si è posta, quindi, una soglia limite sia per il gradiente positivo che per quello negativo, corrispondente al valore di circa 1,5 la soglia limite positiva e al valore di -3 la soglia limite negativa.

Se si superano queste rispettive soglie, con un buon automatismo potranno innescarsi mediamente 40/60 giorni di conseguenze sulla circolazione generale emisferica, naturalmente di tipo opposto a seconda se si supera la soglia positiva o negativa . 40/60 giorni è stato un lasso temporale che ha avuto un buon riscontro empirico nelle analisi a posteriori, dalla data in cui viene registrato il superamento della soglia stabilita. Sicché, se si registra il superamento della soglia positiva di 1,5 nell’indice NAM, con buona probabilità bisogna attendersi dai 40 ai 60 giorni mediamente, dalla data in cui viene registrato il superamento della soglia, di tempo insignificante in termini di oscillazioni dinamiche e in termini invernali.

Se, al contrario, viene registrato il superamento della soglia negativa -3, con buona probabilità bisogna attendersi una fase di circa 40/60 giorni con rischio di irruzioni fredde ripetuto e, quindi, tempo più spiccatamente invernale. Tutta questa ampia didascalia, sostanzialmente per una constatazione ultima accorsa un po’ di giorni fa. È stata superata la soglia NAM positiva intorno al 16/17 gennaio.  Secondo lo studio su questo importante indice stagionale, alle medie e basse latitudini, comprese quelle mediterranee e quindi anche l’Italia, il rischio di irruzioni fredde, perlomeno significative, sarebbe basso per i prossimi 40/50 giorni almeno. Quindi, anche per tutto Febbraio, potremmo avere poche occasioni di freddo o, semmai, irruzioni veloci, queste potranno sempre accadere. A questo punto, dato anche il fisiologico deterioramento del Vortice Polare nelle fasi finali della stagione, nonché un assetto termico-barico troposferico tutto sommato predisponente ad azioni meridiane, una ipotesi di inverno tardivo e forse anche cruento in marzo e verso la stagione primaverile è, allo stato attuale delle indagini stagionali, piuttosto verosimile.

La redazione di MeteoWeb continuerà a monitorare periodicamente tutti gli elementi influenti la possibile evoluzione stagionale con periodici aggiornamenti negli apposite sezioni sul lungo termine.