Smog Milano, flash mob degli ambientalisti: “I negozi tengano le porte chiuse per non produrre Co2”

La maggior parte di boutique e negozi, grandi e piccoli, avevano le porte chiuse. In alcuni casi i commessi hanno accontentato i manifestanti ricevendo in cambio un applauso

Le porte aperte dei negozi aumentano la Co2 e il Comune deve intervenire con un’ordinanza. E’ quanto dichiarato a gran voce, con cartelli e slogan, da una trentina di ambientalisti di Legambiente, Wwf, Cittadini per l’Aria e Fridays for Future in un flash mob guidato dal consigliere comunale Carlo Monguzzi, che ha attraversato la Galleria Vittorio Emanuele, nel cuore di Milano, invitando i negozianti a chiudere le porte evitando sprechi di energia. In realta’ la maggior parte di boutique e negozi, grandi e piccoli, avevano le porte chiuse. In alcuni casi i commessi hanno accontentato i manifestanti ricevendo in cambio un applauso, mentre un venditore di cravatte si e’ innervosito non poco quando un attivista sui sessant’anni ha provato a chiudere la porta a vetri.

“Stamattina abbiamo misurato la temperatura in molti negozi, ed era fra i 28 e i 32 – ha spiegato Monguzzi -. Siamo in emergenza Smog e aprire le porte dei negozi e’ pura follia, disperde energia aumentando Co2 e ossidi di azoto. Le lame d’aria abbattono un pochino l’aumento dello spreco, ma sono il contrario della coibentazione. Chiediamo al sindaco Sala e al Comune una ordinanza di buon senso per tenere chiuse le porte dei negozi”. Fra i manifestanti anche Elena Grandi, portavoce dei Verdi e assessore al Municipio 1 di Milano, che chiede “coerenza” al sindaco. Ha incrociato il flash mob davanti a Palazzo Marino anche l’assessore comunale a Partecipazione e cittadinanza attiva, Lorenzo Lipparini. “Si sta gia’ parlando con tutte le rappresentanze del commercio per trovare la modalita’ tecnica giusta – ha commentato –. Nel frattempo e’ una cosa buona e giusta se i commercianti si muovono anche in autonomia, riconoscendo questo obiettivo e dando un segnale forte, chiudendo la porta”.