A TEDxTorino il videogioco del futuro è strumento di riabilitazione medica

Il prossimo 2 Febbraio, sul palco di TEDxTorino, si alterneranno 15 personaggi legati a un unico grande tema: il gioco

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Torna il 2 Febbraio 2020 TEDxTorino, la conferenza TEDx più grande d’Italia, quella che tradizionalmente apre il calendario dell’anno.

Una grande arena, oltre 100 volontari, più di 1000 spettatori, migliaia di collegamenti in streaming e 15 speaker per raccontare a tutti “le idee che meritano di essere diffuse”. Il titolo dell’evento è Ready Player X ed il tema che attraverserà tutti gli interventi è il gioco.

Giocare e mettersi in gioco. Ognuno dei 15 speaker ha qualcosa di unico da dire e tra i 5 e i 14 minuti per farlo. Storie diverse, ambiti lontani tra loro, professionalità differenti e un unico comun denominatore: la voglia di giocarsela tutta, fino alla fine.

E’ il caso del partigiano Bruno Segre, 101 anni compiuti, che parlerà ai giovani di futuro e di come libertà di parola, laicità e tenacia siano le vere chiavi del domani.

Tante, come ogni anno, le voci femminili. Tra loro Giulia Bassani, prossima futura astronauta, con un talk per raccontare come una grande passione possa portare chiunque a superare i propri limiti, e la travel blogger Giulia Lamarca, che è riuscita a trasformare i limiti della sua disabilità in opportunità.

Il gioco come sfida, come metafora di una vita che va affrontata di petto, anche e soprattutto difronte alle difficoltà, sarà lo spunto dell’imprenditrice Giorgia Garola per raccontare la lotta quotidiana di essere donna, mamma, moglie e capo d’impresa in un universo – quello metalmeccanico – maschile e ancora denso di pregiudizio e discriminazioni. Di discriminazioni parlerà anche Irene Facheris, esperta in gender studies, attivista e scrittrice.

La vita è un gioco, come lo sport, imprevedibile per quanto ci si possa preparare; sarà Beniamino Savio a raccontare dal palco la sua nuova filosofia – PLAY YOUR FUTURE -. Di fronte alla complessità di un mondo del lavoro in continua evoluzione, sapendo che il 65% dei bambini di oggi faranno un lavoro che ancora non esiste, l’unica cosa da fare è abbandonare lo schema classico, smettere di pianificare il proprio futuro e giocarsi la miglior opportunità.

Ancora sport nel talk di Rita Guarino, campionessa ora allenatrice della Juventus femminile, e di Giulio Biino, presidente del Circolo dei Lettori appassionato di scacchi.

Marco Mazzaglia, video gamer evangelist e primo giovane professore di Gaming del Politecnico di Torino, parlerà di gaming e di nuove applicazioni filantropiche del videogioco mentre Massimo Temporelli si concentrerà sull’evoluzione del rapporto uomo-macchina. Ancora tecnologia negli speech di Giorgio Proglio, fondatore di TabUi, e di Diletta Milana, co-fondatrice di Yezers.

TedxTorino sarà anche performance dal vivo con il musicteller Federico Sacchi in un racconto, tra musica, immagini e parole, del grande calcio mondiale.

Il gaming sempre più vicino all’esperienza quotidiana

Marco MazzagliaL’idea è di quelle destinate a rivoluzionare il sistema. E non è un caso che per raccontarla sia stato scelto il palco di TEDx, la piattaforma di conferenze che in giro per il mondo ha come mission quella di diffondere idee di valore e che raggiunge ogni giorno milioni di follower.

Marco Mazzaglia, primo docente di Game Design e Gamification del Politecnico di Torino (il corso è stato attivato proprio quest’anno, a testimoniare l’importanza sempre maggiore del videogioco nella sfera formativa) racconta una nuova metodologia, messa a punto da lui negli ultimi anni, che utilizza i videogiochi commerciali e li trasforma da prodotti per l’entertainment in strumenti didattici e di riabilitazione.

Nell’ambito della formazione e dell’HR, l’uso del videogioco favorisce la comprensione del fallimento visto come un’opportunità di miglioramento e utilizzato come una leva per intercettare le soft skill, le capacità cioè di comunicare e mettersi in relazione con gli altri, collaborare e pianificare.

Questa è una delle nuove strategie che tendono ad adottare le multinazionali per valutare i nuovi candidati.

Nell’ambito salute, l’idea è quella di fornire delle opportunità videoludiche per modulare un’esperienza “ad hoc” che, partendo dal trauma, accompagni il paziente tramite un percorso graduale finalizzato alla riabilitazione. Il videogioco è visto come un sistema di ausilio per il recupero sensoriale e motorio ma con la qualità grafica e di esperienza utente dei prodotti di ultima generazione.

L’idea ha iniziato a prendere forma già diversi anni fa”, afferma Marco Mazzaglia, che ha fatto della sua passione giovanile una professione e oggi è Video Game Evangelist. “Mi sono sempre chiesto come coniugare attività lavorativa e profilo filantropico e, passo dopo passo, mi sono accorto che il volano era insito nella struttura stessa del videogioco”.

Un progetto unico e assolutamente innovativo in fase di sperimentazione che può rappresentare il futuro del gaming intelligente.