Virus Cina, gli esperti italiani: “Attenzione ma senza allarmismo”

"In questo momento i casi sono, dal punto di vista numerico, molto limitati. E' giusto garantire un adeguato livello d'attenzione, ma assolutamente senza creare allarmismo o panico"

“Sebbene la situazione non sia tale da generare un allarme generale, è tuttavia il caso di essere particolarmente prudenti e seguire l’evoluzione dei focolai con particolare attenzione. A tal fine contiamo di fornire il nostro contributo anche informando la popolazione con obiettività scientifica, poichè la corretta informazione è parte di una appropriata strategia di prevenzione”. E’ quanto sottolinea su “Epicentro” il direttore del Dipartimento Malattie Infettive dell’Istituto superiore di Sanita’, Gianni Rezza, che fa un primo aggiornamento sul nuovo Coronavirus recentemente emerso in Cina, nella città di Wuhan.

“Questo virus, che avrebbe fatto un salto di specie dall’animale all’uomo – spiega – si trasmette ora da persona a persona per contatto ravvicinato. Informazioni sulla sua contagiosità, sulla diffusione del focolaio iniziale e sulla gravità clinica non sono ancora definitive e vengono continuamente aggiornate. Il virus, comunque, sembra causare soprattutto polmoniti, ma non è noto quale sia la proporzione di casi più lievi. Singoli pazienti infetti provenienti da Wuhan sono stati prontamente identificati e sottoposti a isolamento in diverse città asiatiche e negli USA. Nel frattempo, la Cina ha deciso misure restrittive sui viaggi nazionali e internazionali per circoscrivere il focolaio epidemico. In attesa di raccomandazioni più precise da parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, il nostro Paese ha già messo in atto iniziative di prevenzione e controllo sui passeggeri in arrivo dalle zone colpite”.

Rezza (Iss): “Usare particolare prudenza”

“In questo momento i casi sono, dal punto di vista numerico, molto limitati. E’ giusto garantire un adeguato livello d’attenzione, ma assolutamente senza creare allarmismo o panico”. Lo ha affermato Maria Rita Gismondo, direttore della Microbiologia Clinica, Virologia e Diagnostica delle Bioemergenze, dell’Ospedale Sacco di Milano, per fare il punto, in un’intervista a ‘Lombardianotizie.online’, il quotidiano web della Regione Lombardia, sulla situazione relativa al tema del virus che si sta diffondendo in Cina.

Nel ribadire che non ci troviamo davanti a un’emergenza – ha spiegato la professoressa Gismondo – e’ bene sottolineare che l’Italia, e in particolare la Lombardia, sono preparate per affrontare qualsiasi evenienza. Proprio in Lombardia esiste l’eccellenza della famosa ‘BL4′ che si trova all’interno dell’Ospedale Sacco. E’ l’unica cabina di piu’ alto contenimento infettivologico che abbiamo in Italia, quindi la garanzia di poter esaminare campioni ad altissimo rischio di infettivita’ garantendo la totale protezione del personale dedicato e una diagnosi rapida”. “In Lombardia – ha spiegato la responsabile del Sacco – anche grazie alla ‘rete’ che collabora con noi per rispondere a eventuali bioemergenze, casi simili a quello cinese, fanno elevare appena la nostra soglia di attenzione: per noi la bioemergenza e’ una routine”.

Guardando piu’ direttamente alla preoccupazione dei cittadini, la professoressa Gismondo e’ categorica: “Evitate assolutamente il ‘fai da te’. Considerate anche le esperienze precedenti, come la Sars nel 2003 o, piu’ recentemente, l’ebola, il nostro consiglio e’ di non cercare la notizia piu’ allarmante sul web, ma di consultare solo i siti istituzionali, ovvero quelli del Ministero della Salute, dell’Istituto Superiore della Sanita’ e della Regione Lombardia”. “Cosi’ eviteremo di ingolfare i ‘Pronto Soccorso’ – conclude Gismondo nell’intervista rilasciata a Lombardianotizie.online – togliendo energie a quello che deve essere il lavoro quotidiano per la cura dei malati”.