Oggi è 29 Febbraio, il “giorno in più” del 2020 che è un anno bisestile. Un giorno che viene aggiunto ogni quattro anni al nostro calendario per non perdere il ritmo del moto di rivoluzione della Terra, cioè il periodo che il nostro Pianeta impiega per ruotare attorno al Sole, che è di circa 365 giorni, 5 ore, 48 minuti e 45 secondi. I decimali però, a lungo andare andrebbero ad alterare i cicli stagionali, dunque è stata trovata la soluzione del giorno in più.
Gli anni con il 29 Febbraio vengono chiamati “bisestili”: a coniare questo termine furono i Romani che aggiungevano il giorno in più dopo il 24 febbraio, definendolo sexto die ante Kalendas Martias, ovvero sesto giorno prima delle Calende di marzo, abbreviato poi in bis sexto die. E proprio al periodo dei romani risale la prima introduzione nel calendario di un giorno in più. A volerla fu Giulio Cesare nel lontano 46 a.C.. In seguito, da quando si iniziò a contare i giorni del mese dal primo e con numeri progressivi, il giorno extra fu inserito alla fine di febbraio, il 29 appunto. Ben presto si pose un problema: i giorni bisestili erano troppi e il calendario adottato non coincideva con quello solare. Con la riforma gregoriana, attuata proprio da Papa Gregorio XIII, nel 1582 vennero letteralmente cancellati i giorni dal 4 al 15 ottobre e l’equinozio di primavera venne riportato al 21 marzo. Il calendario gregoriano, che è quello utilizzato ancora oggi, previde dunque che gli anni bisestili fossero solo quelli divisibili per quattro.

Nel corso dei secoli intorno al giorno extra, il 29 febbraio appunto, si vennero a creare diverse leggende e tradizioni. Nei Paesi anglossassoni, ad esempio, è l’unico giorno in cui sono le donne a poter chiedere la mano al fidanzato, e non viceversa come vuole la tradizione. A quanto pare fu San Patrizio a concedere questo onore alle donne, dopo le insistenti richieste di Santa Brigida. Ma non basta. Perché la particolarità delle richiesta di matrimonio in tale giorno sta nel fatto che gli uomini, dopo averla ricevuta, non possono sottrarvisi: devono per forza dire sì. Quest’obbligo, forse, è dovuto alla regina Margaret di Scozia, che intorno al 1200 aveva stabilito che gli uomini che rifiutavano la proposta del 29 febbraio dovevano pagare un’accisa salatissima. Ottimo deterrente, dunque, per fare in modo che i promessi sposi diventassero realmente tali dopo la richiesta da parte della compagna. La leggenda è cosi radicata ancora oggi, che il alcuni paesi del Nord Europa, gli uomini che rifiutano una proposta di matrimonio nel giorno bisestile, devono risarcire la fidanzata con capi di abbigliamento. Diverso, invece, è il caso del matrimonio celebrato il 29 febbraio: in molti Paesi è considerato ancora oggi di cattivo auspicio, e pochissimi la fissano come data delle nozze.
E chi nasce oggi come si organizza con i compleanni? A quanto pare, attualmente sono 4,1 milioni le persone nate il 29 febbraio. Una famiglia irlandese, i Keogh, è entra nel Guinness dei primati perché nel secolo scorso ha visto nascere ben tre generazioni in anni bisestili: padre, figlio e nipotina. Nascere il 29 febbraio è così una rarità che è stato addirittura creato un club: l’Honor Society of Leap Year Day Babies. Per quanto riguarda il festeggiamento del compleanno, poi, in genere si fa il 28 febbraio o il 1° marzo. Tra i personaggi celebri nati il 29 febbraio vi sono nomi altisonanti come Papa Paolo III o Gioacchino Rossini.
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Il doodle di google: visibile ovunque tranne Italia, Iran, Indonesia, Yemen, Sudan, Senegal, Guinea e Liberia
Google anche stavolta ha deciso di celebrare l’anno bisestile con un doodle animato chiamato “Leap Day 2020”: animerà per 24 ore le home page di tutto il mondo, tranne che in Italia, Iran, Indonesia, Yemen, Sudan, Senegal, Guinea e Liberia. Cosa accomuna questi Paesi esclusi dal doodle non è noto saperlo.
