Coronavirus, 12° contagio in Francia. Dopo il primo caso, task force continentale in Africa

L'Africa corre ai ripari per affrontare il coronavirus, dopo il primo caso confermato: "La probabilità e il rischio di avere un'epidemia in Africa sono molto alti".

Confermato il 12° caso di contagio da nuovo Coronavirus in Francia. Lo ha reso noto il ministero della Salute. Si tratta di un paziente britannico che aveva anche lui soggiornato nello chalet di Contamines-Montjoie, in Alta Savoia, dove sono state contagiate altre cinque persone. “Il paziente era in stretto isolamento in un ospedale a Lione da sabato scorso, in conformità con la procedura di sorveglianza avanzata per i casi di contatto. Le sue condizioni attuali non suscitano preoccupazione“, ha spiegato il ministero.

Dopo il primo caso, task force continentale in Africa

Con il primo caso confermato in Egitto, il Coronavirus è arrivato anche in Africa e ora i vertici politici e sanitari hanno istituito una task force continentale. Lo ha annunciato il direttore dell’Africa centers for disease control and prevention (Africa Cdc), John Nkengasong, nel corso di una conferenza stampa congiunta con l’Unione Africana, nella sede di Addis Abeba. La Task Force Africa, che raggruppa esperti di epidemie di vari Stati e collabora con l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), è coordinata da cinque Paesi – Senegal, Kenya, Marocco, Nigeria e Sudafrica – quelli maggiormente preparati ed equipaggiati. Il sito d’informazione cinese ‘Cgtn Africa’ precisa che ha come mandato di supervisionare cinque grandi aree di sorveglianza: screening ai punti di ingresso nel continente, prevenzione delle infezioni e controllo delle strutture sanitarie, diagnosi di laboratorio, gestione clinica delle persone con grave infezione Covid-19, comunicazione del rischio e coinvolgimento delle comunità.

Dalla capitale dell’Etiopia, Nkengasong ha assicurato che “sono in corso sforzi maggiori per prepararsi a qualsiasi possibile focolaio di nuovo Coronavirus”. “L’unicità di questa task force è che il controllo e la leadership sono condivise dall’Ua, dai suoi stati membri e dall’Organizzazione mondiale della sanità” ha aggiunto. “Questa patologia rappresenta una grave minaccia per le dinamiche sociali, la crescita economica e la sicurezza dell’Africa. Se non rileviamo e conteniamo in anticipo focolai di malattia, non possiamo raggiungere i nostri obiettivi di sviluppo“, ha affermato. Al momento gli sforzi si stanno concentrando per rafforzare la capacità diagnostica degli stati membri dell’Unione Africana. L’Istituto nazionale per le malattie trasmissibili del Sudafrica e l’Istituto Pasteur del Senegal sono primi laboratori di riferimento responsabili del test di campioni provenienti da altri paesi. “Al momento più di 16 Paesi (su 54) hanno la capacità di testare il Coronavirus. E entro il 28 del mese altri 20 laboratori lo saranno. Quindi, in termini di diagnostica, stiamo aumentando molto rapidamente la capacità in tutto il continente” ha aggiunto Nkengasong.

Per potenziare la formazione del personale medico, ogni giorno Africa Cdc organizza sessioni di formazione in diversi Paesi e video conferenze con dirigenti di istituti di sanità pubblica degli stati membri, oltre all’aggiornamento settimanale sul virus e lo scambio di informazioni. A causa degli stretti rapporti commerciali e politici con la Cina, il responsabile del team dell’Oms per le emergenze nel continente, Ambrose Talisuma, ha avvertito che “la probabilità e il rischio di avere un’epidemia in Africa sono molto alti.

Come in altre aree del mondo, sono stati messi in quarantena i cittadini africani di ritorno dalla Cina e viaggiatori cinesi sbarcati negli aeroporti internazionali del continente, tra cui Egitto, Etiopia, Kenya, Costa d’Avorio, Botswana, Uganda e Burkina Faso. L’Oms ha stanziato un fondo milionario destinato ad Algeria, Angola, Costa d’Avorio, Repubblica democratica del Congo, Etiopia, Ghana, Kenya, Mauritius, Nigeria, Sudafrica, Tanzania, Uganda e Zambia. “Sappiamo che questi sistemi sanitari sono fragili e sono già alle prese con numerose epidemie. Per noi, è fondamentale rilevare il Coronavirus il prima possibile in modo tale che si possa prevenire la diffusione all’interno delle comunità”, ha affermato Michel Yao, responsabile del programma Oms per le operazioni di emergenza in Africa. Gli operatori sanitari del continente stanno ricevendo informazioni su come comportarsi di fronte a persone con infezione sospetta o confermata, limitare la trasmissione uomo a uomo, garantire le capacità di isolamento e optare per un trattamento adeguato in caso di contagio. “Grazie a Ebola la maggior parte dei paesi dispone di infrastrutture di isolamento. Stiamo spingendo affinché il continente sia molto vigile“, ha concluso Yao.

Tencent stanza altri 142 milioni di dollari

Il colosso tecnologico cinese Tencent ha aggiunto un altro miliardo di yuan (circa 142,9 milioni di dollari) a un fondo speciale per il controllo dell’epidemia da coronavirus, portando il suo contributo complessivo a 1,5 miliardi di yuan. Secondo quanto riferito dall’agenzia ufficiale di stampa cinese “Xinhua”, il fondo sarà utilizzato in settori quali forniture di merci, supporto tecnico, assistenza al personale e ricerca scientifica e servizi medici.