E’ una giornata drammatica per l’Italia: stamattina, infatti, in Lombardia sono stati accertati numerosi casi del nuovo Coronavirus, per la prima volta in italiani indigeni che si sono contagiati per un focolaio del virus arrivato oltre due settimane fa. Il numero dei contagiati è molto difficile da calcolare: tutto è iniziato quando un uomo di Codogno (Lodi) circa 18 giorni fa era stato a cena con un collega di lavoro tornato dalla Cina. “Tra la cena del 38enne italiano e la manifestazione dei sintomi sembrerebbero passati tra i 16 e i 18 giorni“, ha detto l’assessore al Welfare della Regione Lombardia Giulio Gallera. In queste tre settimane, il 38enne ha regolarmente lavorato ed è stato in luoghi pubblici, a contatto con centinaia, forse migliaia, di persone. Ieri si è presentato al pronto soccorso con i sintomi del Coronavirus: dopo le analisi, è risultato positivo. Le sue condizioni sono subito apparse gravi: è stato ricoverato in prognosi riservata, con insufficienza respiratoria. In questi minuti è in corso il trasferimento all’ospedale Sacco di Milano, punto di riferimento nazionale per le bioemergenze insieme all’Istituto Lazzaro Spallanzani di Roma.
Il 38enne, prima di essere ricoverato, ha giocato a calcio con la squadra del bar Picchio di Castiglione d’Adda e partecipato a un corso della croce rossa sabato mattina.
AGGIORNAMENTO DELLE ORE 13: Il numero dei contagiati è salito ufficialmente a 6.
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Dopo i primi test, anche la moglie del paziente ricoverato a Codogno per il Coronavirus è risultata positiva. La donna è incinta di 8 mesi e insegna in una scuola. Ora è ricoverata all’ospedale Sacco di Milano. L’insegnante, secondo quanto si apprende, era in congedo maternità e da alcune settimane non andava a scuola. Un’altra persona, che era stata a contatto con il 38enne ricoverato, si è presentata spontaneamente in ospedale con sintomi di polmonite. E anche in questo caso è stato diagnosticato il Coronavirus dopo l’apposito test.
La conferma è arrivata dalla Regione Lombardia: “Altre due persone residenti a Castiglione D’Adda sono risultate positive al test del Coronavirus. Si tratta della moglie del 38enne in terapia intensiva e di uno stretto conoscente. I due pazienti si trovano attualmente in stato di isolamento. Si invitano tutti i cittadini di Castiglione d’Adda e di Codogno, a scopo precauzionale, a rimanere in ambito domiciliare e ad evitare contatti sociali”. Lo comunica in una nota l’Assessore al Welfare della Regione Lombardia Giulio Gallera. “Per coloro che riscontrino sintomi influenzali o problemi respiratori l’indicazione perentoria – prosegue la nota – è di non recarsi in pronto soccorso ma di contattare direttamente il numero 112 che valuterà ogni singola situazione e attiverà percorsi specifici per il trasporto nelle strutture sanitarie preposte oppure ad eseguire eventualmente i test necessari a domicilio. E’ attiva da ieri sera una task force regionale che sta operando in stretto contatto con il Ministero della Salute e con la Protezione Civile. La maggior parte dei contatti delle persone risultate positive al Coronavirus è stata individuata e sottoposta agli accertamenti e alle misure necessarie”.
Intanto i sindaci di Castiglione d’Adda, Costantino Pesatori, e di Codogno, Francesco Passerini, sono stati convocati d’urgenza in Regione Lombardia per affrontare l’emergenza coronavirus, dopo i tre casi di contagio nella provincia di Lodi. E’ quanto si apprende dai municipi della Bassa lodigiana. “Si invitano tutti i cittadini di Castiglione d’Adda e di Codogno, a scopo precauzionale, a rimanere in ambito domiciliare e ad evitare contatti sociali”: questo e’ l’invito dell’assessore al Welfare della Lombardia Giulio Gallera, dopo i casi di Coronavirus nel lodigiano.
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Coronavirus, mascherine e preoccupazione al Sacco di Milano
“Sono preoccupata: ho scoperto questa mattina che i pazienti” contagiati dal Coronavirus “erano ricoverati qui, me lo hanno detto i colleghi” ma “qui siamo preparati e i colleghi in reparto hanno tutte le precauzioni”. Lo ha detto una delle signore che si occupano delle pulizie dell’ospedale, uscendo dal padiglione G 56 dell’ospedale Sacco di Milano, in cui ha sede il reparto di Malattie Infettive. La moglie del 38enne ricoverato a Codogno (Lodi) e il conoscente dell’uomo sono ricoverati al piano zero della palazzina, come ha spiegato un infermiere, che pero’ non e’ autorizzato a dire di piu’. Nel reparto di Malattie Infettive, ha detto, le precauzioni sono sempre alte e visto l’arrivo dei due contagiati dal Coronavirus sono “certamente aumentate”. Un’altra infermiera, invece, ha spiegato che la “precauzione c’e’ certamente, ma siamo centro di eccellenza. Non posso dire altro”. Negli altri reparti del padiglione, tra cui Dermatologia e Allergologia, non sono state date per ora indicazioni particolari: “devo fare una visita in ambulatorio – ha detto un paziente entrando nell’edificio – ho chiesto al medico se fosse il caso di venire e mi ha detto di si'”. Intanto, si vedono le prime mascherine tra gli autisti delle ambulanze e anche due informatici, arrivati per sostituire un computer, la indossano: “siamo un po’ preoccupati perche’ non sappiamo bene cosa fare, non ci hanno dato indicazioni precise”, hanno spiegato i due dicendo di aver scelto autonomamente di indossare la mascherina.
