Coronavirus, Burioni: “Non si possono chiudere frontiere che non ci sono più”

Burioni: "Sono il primo a dire che il coronavirus non è un raffreddore"

Sono il primo a dire che il coronavirus non è un raffreddore. Ma questo non significa che sia la peste“, ha spiegato l’immunologo Roberto Burioni al Corriere della Sera sottolineando che “per tranquillizzare le persone bisogna raccontare quello che accade con chiarezza e con calma. Se dici che è solo un raffreddore e poi però chiudi le scuole, generi panico“. “In un momento in cui serpeggia il panico, sento il dovere di usare i canali di fiducia che ho aperto con le persone in questi anni per compiere un’operazione di verità“. Il virologo ha spiegato che in queste circostanze è stato deluso dall'”Europa. Sono cresciuto con il mito degli Stati Uniti d’Europa. Vedere che non riesce a gestire neanche questa emergenza? Il virus non è una questione divisiva come i migranti. Bastava fissare una linea comune – stesse regole a Parigi e a Milano – e ci si sarebbe tranquillizzati l’un l’altro. Non si possono chiudere frontiere che non ci sono più“.