Coronavirus, allarme nelle chiese italiane: svuotate le acquasantiere, niente segno di pace tra i fedeli e comunione sulle mani

Eliminata l’acqua santa dalle acquasantiere, poi durante la messa i fedeli non vengono invitati dal celebrante a scambiarsi il segno di pace e la comunione viene distribuita solo sulle mani e non più in bocca. Sono i provvedimenti di prevenzione dal Coronavirus presi autonomamente dai frati cappuccini delle due chiese di santa Maria delle Grazie (quella antica del Seicento e quella inaugurata nel 1959) a San Giovanni Rotondo, il paese caro a San Pio. Le misure precauzionali hanno interessato le uniche due chiese aperte al culto durante il periodo invernale.

Anche la Diocesi di Bologna prende provvedimenti per la prevenzione del Coronavirus. Dopo l’ordinanza regionale, via Altabella ha diramato una serie di disposizioni a firma del cardinale Matteo Maria Zuppi, vescovo di Bologna. Le chiese restano aperte “al culto e alla preghiera individuale, non a gruppi, secondo le consuetudini“. Vengono sospese “le celebrazioni con grande afflusso di fedeli“. Quelle feriali si possono celebrare in spazi larghi “se sono partecipate da pochi fedeli“. Restrizioni anche per i funerali: “qualora il numero dei partecipanti sia elevato, si suggerisce di limitarsi al rito delle esequie nella forma più breve“. Vietato anche lo scambio del segno di pace e ai fedeli si consiglia di ricevere la Santa Comunione sulla mano e non in bocca. La Diocesi, inoltre, ha ordinato di togliere l’acqua benedetta dalle acquasantiere. Per questa settimana sono “sospesi gli incontri di catechismo e dei gruppi parrocchiali, le attività di oratorio, di dopo-scuola, sportive, teatrali, cinematografiche e ogni genere di aggregazione“.

Anche la Diocesi di Bologna prende provvedimenti per la prevenzione del Coronavirus. Dopo l’ordinanza regionale, via Altabella ha diramato una serie di disposizioni a firma del cardinale Matteo Maria Zuppi, vescovo di Bologna. Le chiese restano aperte “al culto e alla preghiera individuale, non a gruppi, secondo le consuetudini“. Vengono sospese “le celebrazioni con grande afflusso di fedeli“. Quelle feriali si possono celebrare in spazi larghi “se sono partecipate da pochi fedeli“. Restrizioni anche per i funerali: “qualora il numero dei partecipanti sia elevato, si suggerisce di limitarsi al rito delle esequie nella forma più breve“. Vietato anche lo scambio del segno di pace e ai fedeli si consiglia di ricevere la Santa Comunione sulla mano e non in bocca. La Diocesi, inoltre, ha ordinato di togliere l’acqua benedetta dalle acquasantiere. Per questa settimana sono “sospesi gli incontri di catechismo e dei gruppi parrocchiali, le attività di oratorio, di dopo-scuola, sportive, teatrali, cinematografiche e ogni genere di aggregazione“.

Via l’acqua santa dalle chiese, distribuire possibilmente l’ostia per la Comunione nelle mani e non sulla lingua, evitare lo scambio di ‘pace’ con la stretta di mano. Sono le indicazioni che don Paolo Gentili, vicario generale della diocesi di Grosseto, ha inviato ai sacerdoti per per prevenire il coronavirus sottolineando che sono prese per “buonsenso”. Il vicario generale stabilisce che “fino a differenti disposizioni delle autorita’ sanitarie e delle istituzioni preposte” continuino tutte le attivita’ ordinarie parrocchiali (messe, catechesi, preghiere, benedizioni, ecc.) la Curia diocesana esorta alla preghiera “nelle sue varie forme” e invita anche “a fare in modo che nelle nostre comunita’ non si creino allarmismi immotivati“. Per questo i sacerdoti sono invitati a comunicare le misure precauzionali indicate “spiegandole per quelle che sono: piccoli accorgimenti di buonsenso”.