Coronavirus, i dubbi del WST sul test col tampone: e se l’epidemia fosse più vasta?

Coronavirus: dubbi sull'accuratezza dei test che le autorità sanitarie cinesi stanno usando per diagnosticare i casi

A Wuhan, ben noto epicentro dell’epidemia di Coronavirus, vi sarebbero dubbi sull’accuratezza dei test che le autorità sanitarie cinesi stanno usando per diagnosticare i casi: secondo il Wall Street Journal molti medici in tutto il mondo hanno espresso il timore che l’entità dell’epidemia possa essere molto più ampia di quanto suggeriscano i dati cinesi, soprattutto per potenziali difetti nei test.
Esperti indipendenti sostengono che molte decine di migliaia di residenti di Wuhan sono probabilmente infettati dal Coronavirus, mentre il governo locale ne conta meno di 20mila.
Secondo le stime dell’Imperial Collage di Londra solo una persona su 19 infetta a Wuhan viene sottoposta a test e confermata: in base a quanto rivela il Wall Street Journal la possibilità di un importante numero di casi di coronavirus non diagnosticati e quindi non trattati avrebbe spinto numerosi medici ed epidemiologi locali a suggerire agli ospedali cinesi di utilizzare le scansioni del torace nelle diagnosi del virus, invece di affidarsi ai test col tampone, che potrebbero non individuare le infezioni nella parte inferiore del polmone. Persino il principale funzionario del Partito Comunista di Wuhan, Ma Guoqiang, ha messo in dubbio il test col tampone durante una conferenza stampa tenutasi ieri.
I test (che utilizzano muco nasale o della gola raccolto con tamponi di cotone per diagnosticare il coronavirus) sono veloci e possono essere eseguiti dal personale ospedaliero anche non specializzato.