Coronavirus: in Italia sempre più cinesi si mettono in ‘auto quarantena’. La testimonianza: “Ho tre bimbi e la paura è tanta”

Nonostante il blocco dei voli da e per la Cina sono tanti i cinesi che stanno rientrando in Italia e aumenta il numero di coloro che si mettono in 'auto quarantena'

Sono numerose le persone, cinesi in particolare, che nonostante il blocco dei voli diretti per l’Italia, tramite gli scali internazionali, sono rientrate e stanno rientrando dalla Cina. Gli studenti, su segnalazione dei dirigenti scolastici, in base alle direttive ministeriali, sono tenuti a osservare l’isolamento domiciliare, mentre per gli adulti si tratta in molti casi di isolamento volontario per i quattordici giorni, come prevede il protocollo internazionale. Le modalità della sorveglianza variano da Asl ad Asl e prevedono, in linea di massima, la misurazione quotidiana della temperatura corporea e telefonate, anche più di una al giorno, coi centri di riferimento degli ospedali per il monitoraggio generico delle condizioni di salute. Le Asl, oltre al numero nazionale 1500, dedicato al coronavirus, hanno attivato numeri telefonici e personale pronto a rispondere alle domande dei cittadini. Per Pescara il numero è 335.1935583, per Teramo è 800.090147. 

Quando e’ atterrato in Italia di rientro dalla Cina non ci ha pensato due volte e ha deciso di mettersi in ‘auto quarantena’ per proteggere i suoi bambini, gli amici, ma anche dipendenti e clienti del suo ristorante. Per quattordici giorni e’ rimasto da solo in una stanza affittata alle porte della Capitale senza vedere nessuno. Si tratta di un cittadino cinese trentenne che da dieci anni vive nella Capitale dove, l’anno scorso, e’ riuscito ad aprire un ristorante tutto suo alla Romanina, alla periferia di Roma. “E’ stata una scelta molto difficile – racconta Ye all’ANSA – ma ho deciso di farla per proteggere le persone a cui voglio bene. La paura del coronavirus e’ tanta. Non volevo mettere a rischio la mia famiglia. Ho tre bambini e non potevo metterli in pericolo”.

Il ristoratore è rientrato a Roma lo scorso 25 gennaio dopo aver trascorso un periodo di vacanza nella zona dello Zhejiang. “Ero andato a trovare i miei parenti per trascorrere le festivita’ del Capodanno – aggiunge – la mia famiglia e’ invece rimasta qui. Sono partito con due miei amici, di cui uno vive come me a Roma. Quando siamo tornati in Italia abbiamo deciso entrambi di metterci in auto quarantena. Sceso dall’aereo non ho incontrato nessuno. Ho affittato una stanza nella zona di Bracciano e sono rimasto li’ da solo per due settimane. Anche il mio amico ha deciso di prendere in affitto una stanza. Sono state due settimane lunghissime: il tempo non passava mai e avevo molta paura di potermi ammalare. Non sono mai uscito e non ho incontrato nessuno. Ho letto, ascoltato musica e comunicato con gli altri sono attraverso il telefono. E’ stato davvero molto pesante, ma sono convinto di aver fatto la scelta giusta”. Ora il ristoratore cinese e’ tranquillo e la sua vita e’ tornata alla normalita’. “Fortunatamente sto bene e sono felice – confessa –. I quattordici giorni sono finiti e dall’altro ieri sono tornato a lavorare nel mio ristorante”.