Mentre in Italia si registrano finora 3 casi accertati di coronavirus (i due turisti cinesi e l’italiano tornato dalla Cina) non si placa la psicosi, che ora si è estesa anche alle scuole. Dopo la notizia dell’esito negativo del caso a Chieti, 10 persone si trovano in “auto-quarantena” nel Leccese, mentre gli italiani bloccati nella nave da crociera in Giappone fanno sapere di stare tutti bene. Le ultime notizie dall’Italia sul temuto virus.
In provincia di Lecce 10 persone – 9 cinesi e un italiano – si trovano in “auto-quarantena” per prevenire la diffusione del Coronavirus: essendo tornate dalla Cina, e non presentando sintomi, sono state invitate a evitare per circa 14 giorni i luoghi pubblici e a limitare i rapporti sociali. Si tratta di una precauzione prevista nelle misure di contenimento del virus recepite dalla Regione Puglia sulla base delle indicazioni ministeriali. “Ogni giorno, e in alcuni casi più volte al giorno – spiega all’ANSA il dg della Asl Lecce, Rodolfo Rollo – il nostro personale chiama queste persone chiedendo loro di controllare alcuni parametri, tra cui la temperatura. Solo nel caso in cui si ritiene che ci siano segnali preoccupanti, vengono visitate e portate in ospedale per accertamenti“. Il dg precisa che si tratta di un “invito alla limitazione dei rapporti” e che “nessuno impedisce loro di uscire“. Rollo sottolinea inoltre che, nel caso dei cittadini cinesi, si tratta di persone che vivono in Salento e che sono andate in Cina per i festeggiamenti del Capodanno. “Poi – precisa – hanno sfruttato scali tecnici in altri paesi e hanno evitato il blocco di chi arriva con voli diretti”. “In Salento – aggiunge Rollo – c’è anche un’allerta sui Centri di accoglienza: stiamo definendo protocolli per eventuali sbarchi clandestini“.
Di Maio: “Il 17enne italiano resterà ancora a Wuhan”
Niccolò, il giovane italiano di 17 anni che si trova a Wuhan, in Cina, non è potuto rientrare in Italia a causa del persistere di una leggera febbre, nonostante il risultato negativo ai test del Coronavirus. In una nota diffusa su Facebook, il ministro degli Esteri e della Cooperazione internazionale, Luigi Di Maio, ha dichiarato: “Purtroppo Niccolò, il ragazzo italiano di 17 anni che si trova a Wuhan, in Cina, oggi ha registrato ancora un po’ di febbre e – malgrado sia risultato negativo ai test del Coronavirus per già due volte – non è potuto rientrare n Italia. Ho appena sentito la sua famiglia al telefono per rassicurarla del fatto che gli sarà dato tutto il supporto necessario. Ho sentito persone forti che chiedono solo di riabbracciare il proprio figlio. Al nostro ambasciatore a Pechino ho detto di assistere Niccolò e di dargli tutto l’aiuto di cui ha bisogno. In queste ore faremo ogni sforzo per riportare a casa Niccolò il prima possibile. Grazie a tutte le persone che stanno lavorando h24 per garantire ogni italiano all’estero e in patria“.
Italiano a bordo della nave in Giappone: “Stiamo tutti bene”
Stanno tutti bene gli italiani a bordo della Diamond Princess, la nave in quarantena ancorata a Yokohama, in Giappone, con 3.700 passeggeri. Lo riferisce all’ANSA uno dei connazionali che si trovano sulla nave, parlando di una “situazione tranquilla“. I passeggeri, spiega ancora la fonte, sono assistiti e non ci sono problemi logistici. Un gruppo di medici giapponesi è costantemente a bordo per monitorare la situazione. Oggi si è avuta notizia che il numero dei contagiati dal coronavirus è salito a 64.
Test dell’Iss conferma: nessun contagio per il 43enne di Chieti
È risultato negativo al contagio da Coronavirus anche il test effettuato dall’Istituto Superiore di Sanità sui campioni biologici prelevati al 43enne ricoverato all’ospedale di Chieti in regime di sorveglianza sanitaria. L’esito è stato comunicato a Jacopo Vecchiet, Direttore delle Malattie Infettive, dove l’uomo si trova da ieri pomeriggio. Il paziente, affetto da una normale influenza, sarà dimesso non appena la sintomatologia sarà risolta e la febbre scomparsa. La notizia, accolta “con grande sollievo, pone fine alle preoccupazioni e all’allarme generate nel capoluogo teatino” dopo che era stato reso noto il caso sospetto approdato al ”SS.Annunziata”. ‘‘L’allarme è cessato – commenta Thomas Schael, Direttore generale della Asl Lanciano Vasto Chieti – e siamo tutti rasserenati dall’esito negativo del test. La nostra Azienda si è trovata pronta ad affrontare una possibile emergenza, e l’organizzazione ha funzionato, dando prova di efficienza e assoluta garanzia per la salute pubblica. Desidero ringraziare per l’impegno e la capacità dimostrata tutto il personale e le figure coinvolte, e in particolare il Pronto Soccorso, con il Direttore Antonio Iacovella, l’Unità operativa di Malattie Infettive, con il Direttore Jacopo Vecchiet, e Arturo DI Girolamo, del Risk management”.
Richieste di stop alle gite e garanzie di salute: i paradossi fronteggiati dalle scuole
Mario Rusconi, capo dei presidi del Lazio, ha raccontato all’Adnkronos i paradossi che la scuola italiana si trova a fronteggiare a causa della psicosi da coronavirus: “Sono l’amministratore di due chat di presidi che raccolgono un numero imponente di scuole, e l’altro giorno una giovane preside del Piemonte, letteralmente basita, ci raccontava il caso avvenuto nella sua scuola nella quale un genitore, in occasione di una gita a Lisbona che nulla ha a che vedere con la Cina, le chiedeva la garanzia scritta di sicurezza fisica e sanitaria“. Un caso che segnala “l’agitazione che si registra tra le famiglie. Davanti ad una richiesta del genere, giusto un astrologo potrebbe rispondere…“. Si registrano anche richieste per bloccare le gite scolastiche. “In effetti in qualche scuola – osserva Rusconi – qualcuno chiede di bloccarle. C’è anche il dubbio tra colleghi ma se ci si fa prendere dal panico coronavirus non se ne esce più. Le gite sono un elemento importante della vita di una scuola, con un risvolto economico finanziario notevole. La verità è che l’Italia non è un Paese dove la cultura scientifica è molto diffusa. In molte scuole c’è un accordo con i presidi per organizzare corsi con bambini e genitori per sapere come si diffonde il coronavirus con tanto di video e slide. La scuola, dopo la Sars e la suina, è organizzata a fronteggiare situazioni del genere”.
Presidi: “Le famiglie collaborino con le scuole, no allarmismi”
Un invito alle famiglie a collaborare serenamente con le scuole arriva dal Presidente Nazionale dell’Anp, l’associazione nazionale presidi, Antonello Giannelli, dopo che il ministero della Salute ha aggiornato la circolare sul Coronavirus relativa alle scuole. “L’aggiornamento delle misure precauzionali di contrasto alla diffusione del coronavirus, deciso in data odierna dal Ministero della Salute, prevede che il Ministero della Istruzione dirami a sua volta nuove istruzioni alle scuole – spiega in una nota – Per quanto è dato di sapere sembra che i dirigenti scolastici saranno chiamati ad attivare il Dipartimento di prevenzione della ASL di riferimento ma solo su segnalazione delle singole famiglie di alunni e studenti tornati dalle regioni cinesi interessate dal contagio nei 14 giorni precedenti”. “Il personale sanitario – spiega Giannelli – provvederà in questi casi a rilevare lo stato febbrile e gli altri eventuali sintomi, e questo costituisce un deciso miglioramento rispetto a quanto previsto dalla precedente circolare che affidava il monitoraggio al personale scolastico. Il Ministero della Salute, nel ribadire che il diritto all’istruzione ed alla frequenza scolastica è inviolabile, se non in presenza di ‘evidenti e conclamate controindicazioni di carattere sanitario’, afferma anche di essere favorevole alla autonoma scelta delle famiglie di decidere la permanenza volontaria fiduciaria a casa dei ragazzi interessati. Ancora una volta – continua Giannelli – si fa affidamento sulla affidabilità dei dirigenti scolastici e sul loro senso di responsabilità per impedire che un rischio ancora oggi molto contenuto possa amplificarsi e minacciare la popolazione“. In conclusione, il Presidente dell’Anp “invita tutte le famiglie a collaborare serenamente con le scuole e ribadisce che al momento non ci sono elementi che giustifichino allarmismi di sorta. La lucidità è più che mai necessaria nelle situazioni di criticità”.
Sileri: “Le misure di contenimento hanno funzionato”
“Spero che la situazione di nessuna infezione contratta in Italia da Coronavirus possa rimanere così. Sicuramente le misure contenimento che abbiamo adottato hanno funzionato e non hanno consentito finora l’ingresso importante di altri casi“. Lo ha detto il viceministro alla Salute, Pierpaolo Sileri, parlando della situazione del Coronavirus in una visita a Napoli. “Casi sospetti – ha aggiunto – vengono segnalati ogni giorno, ma la totalità, tranne il ragazzo venuto dalla Cina e i due turisti, sono negativi. Finché non vi sono casi di trasmissione sul nostro territorio la situazione è sotto controllo“. “Domani nove connazionali tornano dalla Cina attraverso una triangolazione con l’Inghilterra e poi piano piano facciamo rientrare gli altri che chiederanno di rientrare. Ricordo – ha proseguito – che i 56 già tornati sono quelli che lo hanno chiesto. Se l’epidemia di Coronavirus continua a crescere è chiaro che altri chiederanno di muoversi. Vediamo, anche perché al momento la provincia interessata dalla maggior parte dei casi è quella di Hubei con la città di Wuhan. Poi vedremo se diventeranno da considerare gravissime anche altre aree“.
