Un ragazzo di 26 anni di origine cinese è stato picchiato lunedì sera in un bar di una stazione di servizio di Cassola (Vicenza) perché considerato “infetto” da Coronavirus. Zhang ha subito insulti, spintoni e bottigliate in testa dagli altri clienti che gli hanno dato dell'”untore“. I carabinieri, dopo aver ascoltato tutti i presenti, tra cui la titolare del bar, hanno acquisito alcuni filmati di videosorveglianza della zona, poi risultati utili per individuare l’aggressore. Si tratta di V. M., un 22enne de luogo, già noto alle forze dell’ordine. Il giovane, che abita a Bassano del Grappa, doveva fare benzina ma aveva con sé solo 50 euro ed era entrato nel bar per chiedere alla cassiera di poter cambiare quella banconota in altri tagli. La cassiera, tuttavia, non gli ha dato neanche il tempo di fare la sua richiesta, e gli gridato: “Hai il Coronavirus, non puoi entrare”.

Purtroppo è solo l’ennesimo caso di intolleranza nei confronti di cittadini di origine asiatica, compresi quelli che provengono da Paesi che solo marginalmente sono stati interessati dal contagio del virus originatosi a Wuhan. Nei giorni scorsi, infatti, ad essere aggredito a Milano era stato un anziano cinese, difeso per strada da Francesco Facchinetti. “Ho appena assistito alle scena più raccapricciante della mia vita: 2 ragazzi che inveiscono contro un anziano cinese. Mentre li dividevo è volato un pugno che ha fatto cadere l’anziano. Non ci ho visto più, li ho presi a schiaffi. Ora denunciatemi pure”, aveva scritto su Twitter. Nei giorni precedenti, invece, a essere malmenati per strada a Torino erano stati Chen e Ye, 28 e 25 anni, un lavoro in un supermercato come addetti al banco del sushi. Episodio sul quale indaga il procuratore aggiunto torinese Emilio Gattai.
