Coronavirus, il punto in Italia: rimangono 2 i casi confermati, per le autorità la situazione è sotto controllo

La situazione in Italia è sotto controllo, come dimostrato dagli esiti negativi di tutti i test sui casi considerati sospetti sul territorio italiano: il punto

Mentre continuano ad aumentare i morti e i contagi del e con la notizia dei due turisti cinesi in Italia contagiati dal virus, è facile cadere nella psicosi da coronavirus. Ma la situazione in Italia è sotto controllo, come dimostrato dagli esiti negativi di tutti i test sui casi considerati sospetti sul territorio italiano. Le autorità invitano alla calma e a non farsi prendere dall’allarmismo. Il punto della situazione in Italia sul temutissimo virus che sta tenendo in allerta tutto il mondo.

Regione Lazio: donna cinese di Frosinone negativa al test

La donna di nazionalità cinese residente a Frosinone che è stata portata il 31 gennaio presso l’Istituto Nazionale Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani è negativa al test per il nuovo coronavirus. Sono in corso ulteriori accertamenti per verificare lo stato complessivo della salute”. Lo dichiara in una nota l’assessorato alla Sanità e all’Integrazione sociosanitaria della Regione Lazio dopo la comunicazione della Direzione sanitaria dell’Istituto Nazionale Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani di Roma.

5 cinesi sotto osservazione in Trentino ma nessun sintomo di contagio

In Trentino non ci sono casi di coronavirus. A Sardagna ospitiamo quattro persone, studenti e ricercatori universitari, che hanno scelto volontariamente di rimanere in osservazione“. Lo ha detto il presidente della Provincia di Trento Maurizio Fugatti, riferendosi ai cittadini cinesi arrivati nei giorni scorsi in Trentino dopo essere tornati nel Paese d’origine per il capodanno tradizionale cinese. L’arrivo dei ragazzi era stato annunciato dall’Opera universitaria e dalla comunità cinese locale, che collabora con la task force approntata dalla Provincia e dall’Azienda provinciale per i servizi sanitari. Secondo quanto precisato da Fugatti, le persone arrivate dalla Cina negli ultimi due giorni sono cinque, di cui quattro in isolamento volontario presso l’ex hotel Panorama di Sardagna, a Trento, e uno in osservazione nella propria abitazione. Per il momento nessuna delle persone rientrate dalla Cina mostra sintomi di contagio. Le persone sotto osservazione vengono visitate tre volte al giorno da uno specialista del Dipartimento della salute. Entro fine febbraio, l’Opera universitaria attende tra i 20 e 30 nuovi arrivi di studenti che avevano prenotato il posto nelle residenze studentesche.

Zaia: “In Veneto un solo caso sospetto poi risolto”

A parte la coppia di turisti cinesi transitata per una notte a Verona e ora ricoverata all’Ospedale Spallanzani di Roma, ad ora in Veneto si è registrato un solo caso sospetto secondo i parametri sanitari ufficiali (insufficienza respiratoria acuta, tosse, febbre superiore a 38). Si tratta di un cittadino brasiliano che si trovava a Verona proveniente dalla Cina. Il campione immediatamente effettuato e analizzato allo Spallanzani ha dato esito negativo. Tutti negativi sono risultati anche i campioni analizzati di persone che si sono presentate con sintomi lievi, o asintomatiche, dichiarando di aver avuto contatti recenti con la Cina. Le informazioni sono state date oggi nel corso di un punto stampa dal presidente della Regione, Luca Zaia, affiancato dall’assessore alla Sanità, Manuela Lanzarin, dal direttore generale della sanità veneta, Domenico Mantoan, dalla dirigente della Direzione regionale Prevenzione, Francesca Russo. In apertura dell’incontro con i giornalisti, Zaia si è messo in contatto telefonico con il capo della Protezione Civile Nazionale, Angelo Borrelli, nominato ieri commissario per l’emergenza coronavirus, facendo con lui il punto della situazione generale e ribadendo la totale disponibilità della Regione Veneto a collaborare in spirito di squadra per qualsiasi necessità emergesse.

Nel corso della telefonata, Zaia e Borrelli si sono anche confrontati sulla prospettiva di organizzare un ponte aereo per riportare in Italia i cittadini che si trovano in Cina e vogliono rientrare e per i cinesi che vogliono tornare nel loro Paese. Riassumendo le iniziative già in atto nel sistema sanitario veneto, Zaia ha informato che è stata attivata una task force regionale e sono state attivate identiche strutture in ogni Ullss con gruppi di risposta rapida. “Il presidio c’è ed è ben collaudato – ha detto Zaia – perché è attivata un’organizzazione studiata sin nei minimi particolari fin dal 2012. Ci sono dei casi a macchia di leopardo in vari paesi del mondo ed è presumibile che, come nel caso dell’influenza stagionale quando il picco non è ancora stato raggiunto, i numeri cresceranno. Siamo però pronti ad affrontare la situazione e mi sento di raccomandare ai nostri cittadini di non farsi prendere dal panico e di rivolgersi con fiducia alla rete sanitaria, che è tutta attiva, dai medici di medicina generale, ai gruppi di risposta rapida nelle Ullss, dalla rete di emergenza urgenza ai pronto soccorso degli ospedali ai quali ci si può rivolgere con assoluta fiducia e, se del caso, ricevere le analisi e le cure più appropriate”.

Sulla celerità con cui si è mossa la sanità veneta, l’assessore Lanzarin ha affermato: “è attiva una vera e propria rete nella quale girano tutte le informazioni necessarie prima di tutto ai sanitari e agli esperti della prevenzione. L’informazione è e deve essere corretta, perché anche così si possono arginare le pur comprensibili paure delle persone. Ad esempio – ha annunciato – è in uscita una circolare del Ministero dedicata a evitare timori nelle scuole e a garantire la sicurezza della frequentazione”. “Le Ullss hanno risposto con prontezza – ha assicurato Mantoan -. Con le informazioni ora in nostro possesso possiamo dire che siamo di fronte a un virus molto infettivo, ma a bassa mortalità (relativamente all’immenso numero di cittadini cinesi coinvolti). Sulla possibilità di approntare in fretta un vaccino – ha rivelato – non sono così ottimista, perché l’esperienza insegna che potrebbero occorrere dei mesi, non qualche giorno“. Gli esperti presenti, in particolare Mantoan e la Russo, hanno fatto importanti precisazioni sull’uso delle mascherine, che stanno andando a ruba un po’ ovunque. “La mascherina – hanno detto – è pressoché inutile per chi sta bene. Serve invece a limitare la contagiosità di chi ha già la malattia conclamata, perché può bloccare l’espandersi delle particelle di saliva infette”.

Regione Abruzzo, nessun caso ma l’attenzione è alta

A oggi, in Abruzzo, non c’è alcuna evidenza di circolazione locale del Coronavirus, anche se resta alta l’attenzione sulla valutazione di ogni caso sospetto che dovesse presentarsi“. Lo precisa, in una nota il Servizio prevenzione e tutela della salute del dipartimento regionale Sanità, che monitora costantemente la situazione, in contatto con i referenti delle singole Asl. “I due pazienti cinesi, ricoverati da ieri sera nel reparto di malattie infettive dell’ospedale di Teramo, sono tuttora asintomatici e in buone condizioni generali di salute”, comunica il Servizio prevenzione. “Resteranno in ogni caso in osservazione precauzionale fino a lunedì. Il bambino cinese ricoverato, sempre nella giornata di ieri, all’ospedale dell’Aquila è risultato positivo al virus dell’influenza stagionale. Vista la tenera età, a scopo precauzionale, un campione è stato comunque inviato allo Spallanzani di Roma”. “Nella notte, all’ospedale di Pescara, sono stati valutati alcuni pazienti che però non avevano alcun criterio clinico significativo e sono stati posti in isolamento fiduciario domiciliare“, prosegue la nota. “La situazione, dunque, al momento è tranquilla e sotto controllo. Resta la raccomandazione ai cittadini di rivolgersi sempre al proprio medico di famiglia in caso di necessità, evitando di recarsi ai pronto soccorso degli ospedali. Sarà il medico a valutare il quadro clinico, indicando eventualmente il successivo percorso da intraprendere, sulla base dei protocolli terapeutici indicati dal ministero e recepiti dalla Regione“.

Campania istituisce numero verde informativo, sarà attivo dal 5 febbraio

La Regione Campania ha istituito un numero verde per dare informazioni ai cittadini sul coronavirus. Il numero è 800909699 e sarà attivo dal 5 febbraio alle 14. Al numero risponderanno medici laureati iscritti all’albo discenti del corso di formazione in medicina generale. Il funzionamento del numero e’ garantito dall’Asl Napoli 1 Centro e ogni Asl avrà una o più postazioni, quindi in Campania ci saranno sempre almeno nove postazioni attive contemporaneamente. Il numero sarà attivo dalle 8 alle 20 e fornisce informazioni in italiano.

Toti: “Situazione sotto controllo in Liguria”

“La situazione è sotto controllo, non risultano ad ora allarmi particolari dal sistema portuale, aeroportuale o sanitario, che p pronto per affrontare un’eventuale emergenza che dovesse manifestarsi in Liguria. L’invito rimane quello di rivolgersi al Numero unico europeo 112 per qualsiasi reale e contingente necessità”. Così il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti fa il punto sul Coronavirus, dopo lo stato di emergenza nazionale dichiarato dal governo. “Sono in costante contatto con il capo del Dipartimento nazionale di Protezione civile Angelo Borrelli, nominato anche commissario straordinario per questa emergenza – aggiunge Toti – a cui ho ribadito che la nostra Protezione civile è pronta ad intervenire, così come il nostro sistema sanitario che sta seguendo puntualmente tutte le indicazioni del ministero della Salute, con l’Ospedale Policlinico San Martino individuato come hub regionale e pronto a gestire eventuali casi sospetti o conclamati, cosa che al momento fortunatamente non è avvenuta. Certamente i nostri porti sono importanti punti di transito di merci e persone ma tutto il sistema è allertato e pronto ad agire, in piena sinergia e coordinamento con tutte le autorità competenti”. “A preoccupare i nostri operatori portuali – prosegue il presidente della Regione – sono le possibili ricadute economiche di questa emergenza: di questo parleremo con tutte le categorie coinvolte già nei prossimi giorni per valutare le azioni da mettere in campo, sollecitando anche il governo, a sostegno dell’export che transita dai nostri scali ma che – conclude – impatta sull’economia di tutto il nord ovest”.

Distribuiti kit a medici in Trentino, Ruscitti: ‘Situazione controllata, no agli allarmismi’

Siamo stati tra i primi territori in Italia a fornire agli operatori sanitari di un kit apposito per gestore eventuali persone contagiate con il coronavirus. Ora dobbiamo capire come garantire i diritti a bambini e persone in arrivo dalla Cina“. Così il dirigente generale del dipartimento salute e politiche sociali dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari del Trentino, Giancarlo Ruscitti. “Abbiamo sollecitato al Ministero della salute e del Lavoro un codice da inserire sui certificati medici per i cittadini che, rientrati dalla Cina senza sintomi, si mettono a disposizione volontariamente per il periodo di osservazione“, ha detto Ruscitti. A detta del dirigente, la situazione è attualmente sotto controllo, e non ci sono rischi di contagio per la popolazione. “La distanza massima per essere contagiati è un metro. Le persone arrivate dalla Cina sono state informate e trasferite con mezzi dell’azienda sanitaria e non presentano sintomi; non alimentiamo allarmismi“, ha concluso Ruscitti. Nei giorni scorsi sono stati diffusi volantini informativi in mandarino alla comunita’ cinese e alle associazioni culturali cinesi presenti in Trentino.

Diramata alle scuole la circolare del Ministero della Salute

Il Ministero dell’Istruzione ha diramato agli Uffici Scolastici Regionali e, attraverso questi, alle scuole, la circolare predisposta dal Ministero della Salute con le “Indicazioni per la gestione degli studenti e dei docenti di ritorno o in partenza verso aree affette della Cina”. La circolare prescrive che per gli studenti che sono rientrati dalla Cina nelle ultime 2 settimane occorre “monitorare la eventuale insorgenza di sintomi come tosse, febbre, difficoltà respiratorie“, e in caso di insorgenza di sintomi “chiamare il 1500 o i centri regionali di riferimento; proteggere le vie aeree con mascherina; evitare contatti stretti fino alla definizione della situazione sanitaria da parte del personale sanitario“. Quanto a eventuali studenti “ai quali è stato comunicato dall’autorità sanitaria, o che sono venuti in altro modo a conoscenza, di aver effettuato un viaggio insieme ad un paziente nCoV – con qualsiasi tipo di trasporto – e/o di aver coabitato con un paziente nCoV, entro un periodo di 14 giorni“, occorre “telefonare tempestivamente al 1500 o ai centri di riferimento delle regioni, per le misure di sorveglianza, ove non siano state già adottate dall’autorità sanitaria“. Queste indicazioni valgono sia per gli studenti universitari che per quelli delle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie, rispetto ai quali però si suggerisce anche “che gli adulti facenti parte del personale scolastico (docente e non) prestino particolare attenzione a favorire l’adozione di comportamenti atti a ridurre la possibilità di contaminazione con secrezioni delle vie aeree, anche attraverso oggetti (giocattoli, matite, etc.)“.

Riccardi: strutture del Friuli Venezia Giulia adeguate: “La situazione va monitorata ma no ad allarmismi”

Le strutture sanitarie regionali sono adeguate ad affrontare l’emergenza da coronavirus che va monitorata ma senza creare allarmismi. La validità dei percorsi in sicurezza e il personale preparato mostrano che la situazione è sotto controllo, come ho potuto constare oggi in occasione della visita al padiglione 9 che ospita la clinica di malattie infettive a Udine e che ci dà tranquillità su qualsiasi situazione emergenziale”. Lo ha affermato il vicegovernatore con delega alla Protezione civile e alla Salute del Friuli Venezia Giulia Riccardo Riccardi in conferenza stampa dopo il sopralluogo in cui è stato accompagnato da Gianna Zamaro, direttore centrale Salute, politiche sociali e disabilità, Manlio Palei, direttore del servizio Prevenzione, sicurezza alimentare e sanità pubblica veterinaria, il direttore sanitario Laura Regattin e Denis Caporale, direttore dei servizi socio-sanitari dell’Azienda sanitaria universitaria Friuli centrale, insieme al direttore della Clinica malattie infettive di Udine, Carlo Tascini.

Riccardi ha ribadito l’efficacia del sistema del Friuli Venezia Giulia, da giorni attivo con i protocolli di sicurezza, e ha comunicato che nella giornata odierna dovrebbero emergere delle novità sull’organizzazione dei trasporti. “Siamo in attesa dell’ordinanza del commissario per l’emergenza, e capo del dipartimento di Protezione civile, Angelo Borrelli, che ha già convocato il comitato operativo per il pomeriggio, per dare risposte alle persone che vogliono rientrare in Cina o a quelle che vogliono rientrare in Italia, garantendo un percorso di sicurezza”, ha affermato. Per quanto concerne la regione, Riccardi ha precisato come “il nostro sistema portuale e aeroportuale ha già attivato delle misure che, sul porto di Trieste, verranno perfezionate nell’incontro previsto lunedì”. L’odierno sopralluogo alla clinica di malattie infettive ha dato evidenza di una struttura a disposizione h24 per la valutazione del paziente con percorsi definiti in grado di effettuare in due ore i test microbiologici, non ancora sul coronavirus, i cui campioni biologici vengono inviati al laboratorio di virologia dell’Ircss specializzato in malattie infettive Spallanzani di Roma.

A Udine, come ha riferito Tascini, sono stati valutati 7 casi con il criterio epidemiologico ovvero persone rientrate dalla Cina nei 14 giorni precedenti. Tutti i casi hanno evidenziato diagnosi alternative al coronavirus: per tre pazienti ne è stata esclusa la presenza, per gli altri 4 casi si attendono i risultati sui campioni biologici inviati allo Spallanzani per averne la certezza microbiologica “anche se – ha rassicurato Tascini – le co-infenzioni sono inferiori al 10%“. Questi primi casi hanno consentito di testare il percorso di messa in sicurezza che prevede, nel caso il paziente manifesti sintomi respiratori e secondo il criterio epidemiologico, il contatto al call center nazionale 1500 collegato al numero regionale 112 che permette all’utente di interloquire con il medico reperibile del reparto di malattie infettive di Udine per essere poi valutato. Durante la conferenza stampa è stata ribadita la necessaria attenzione al coronavirus, la cui mortalità è peraltro bassa, attestata intorno al 2%, e a fronte della quale gli allarmismi, è stato ripetuto, non servono.

Non solo Cecchignola, per gli italiani alcuni container al Celio in caso di necessità

La ‘cittadella’ degli italiani in arrivo da Wuhan, epicentro dell’epidemia di Coronavirus, sarà allestita nell’area del Centro Sportivo Olimpico dell’Esercito alla Cecchignola, con una serie di container destinati ad ospitare i connazionali per tutto il periodo in cui rimarranno sotto osservazione. Alcune strutture di questo tipo, apprende l’AdnKronos da fonti qualificate, saranno però montate a scopo precauzionale anche all’interno del Policlinico Militare del Celio. Il loro eventuale utilizzo, viene precisato, potrebbe dipendere esclusivamente da necessità legate a possibili decorsi sanitari di uno o più connazionali che consigliassero la permanenza in un ospedale e, in ogni caso, solo in ausilio alle strutture sanitarie civili già attrezzate per questo tipo di trattamento.