Coronavirus, quello che la Cina non dice: i numeri dell’epidemia, “almeno 50mila morti a Wuhan”

Continua ad aggravarsi il bilancio dei morti in Cina per il Coronavirus: nonostante i dati ufficiali, si teme che il numero di vittime sia molto più alto

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Secondo l’ultimo bilancio diffuso dalle autorità cinesi, è salito a 908 il bilancio dei morti in Cina per il Coronavirus, mentre i casi di contagio hanno superato quota 40mila.
Nell’aggiornamento quotidiano la National Health Commission, l’organo responsabile per i servizi igienico-sanitari e la salute nel Paese, ha confermato che il numero di infezioni è 40.171, con oltre 3.000 nuovi casi segnalati. Ci sono stati 97 nuovi decessi per virus – 91 nella provincia di Hubei, la più colpita – portando il bilancio nazionale delle vittime a 908.

In riferimento al bilancio delle vittime, il sito Forexlive.com ha riportato l’articolo pubblicato su Mish Talk, che cita a sua volta indiscrezioni del miliardario cinese Guo Wengui: l’uomo d’affari, esiliato in USA, ha smentito i dati ufficiali dei morti divulgati dal governo di Pechino, sostenendo che i forni crematori stanno lavorando a ritmi 4-5 volte superiori alla norma. Il miliardario ritiene che i “veri” numeri siano: 1,5 milioni di casi di persone infettate (contro 40mila circa resi noti), e 50mila morti solo a Wuhan (su 908 decessi ufficiali nel Paese).
Sui media esteri viene riportato il caso della società funeraria You Hu, attiva a Hubei (provincia che include la città di Wuhan, focolaio del coronavirus): ha riportato di essere sul punto di collassare a causa delle cremazioni continue, e che ormai i dipendenti dormono al massimo 2-3 ore a notte: “Abbiamo ricevuto 127 cadaveri ieri, e ne abbiamo cremati 116. Di questi, per 8 il certificato di morte riportava il coronavirus, o anche la polmonite di Wuhan, 48 risultano casi sospetti“. In sostanza, se le conferme sono solo 8 su 116, la documentazione ufficiale non rivelerebbe in molti casi o il motivo del decesso.