Coronavirus: rischio globale per il “lungo periodo di incubazione, infezione difficile da controllare”

Nuovo coronavirus in Cina: "Occorre tenere alta la guardia; le prossime settimane ci diranno se si è agito in modo appropriato"

Il nuovo coronavirus originatosi in Cinasembra meno letale rispetto ai precedenti come Sars e Mers, ma si tratta comunque di un rischio significativo a livello globale e questo soprattutto per via del periodo prolungato di incubazione. Diventa difficile intercettare tutti i potenziali pazienti infetti, e la globalizzazione non semplifica le operazioni“: lo ha dichiarato all’AdnKronos Salute Peter Harper, oncologo britannico ed ex responsabile dell’Oncologia al Guy’s King’s and St. Thomas Hospital di Londra, intervistato a Parigi a margine della Conferenza internazionale sulla riduzione del danno nelle malattie non trasmissibili. “Siamo qui per parlare di malattie non trasmissibili come diabete e cancro, ma in realtà l’attenzione globale è oggi concentrata su una patologia trasmissibile. Ebbene penso che si tratti di un’infezione difficile da controllare. La decisione di isolare le principali città cinesi è stata corretta, ma in realtà le persone hanno continuato a circolare. Alcuni Paesi non hanno reagito in modo rapido, ma certo la globalizzazione e il lungo periodo di incubazione di questo nuovo patogeno, pari a circa 2 settimane, non aiutano a contenere il virus. Occorre tenere alta la guardia; le prossime settimane ci diranno se si è agito in modo appropriato“.