Glaucoma e Parkinson, le “bestie” che costringono Vincenzo Mollica alla pensione: ma lui non perde la simpatia, “ecco cosa vorrò sulla mia lapide”

A decidere per Vincenzo Mollica sono state due 'bestie': gluacoma e morbo di Parkinson, affiancate dall'ormai diffusissimo diabete

Il Festival di Sanremo 2020 è stato l’ultimo per il giornalista Vincenzo Mollica: lo storico e apprezzato inviato del TG1 andrà in pensione. A decidere per lui, in questa scelta ‘estrema’, sono state due ‘bestie’: gluacoma e morbo di Parkinson, affiancate dall’ormai diffusissimo diabete. L’annuncio lo ha dato nel corso di una conferenza stampa a margine del Festival. Del morbo di Parkinson ha detto che è «come una canzone di Celentano anni 60: ha due ritmi, uno lento e poi parte il rock hard tosto e duro». E l’Ariston, durante la penultima serata, lo ha omaggiato con una lunga e sentita standing ovation.

E il rock deve proprio essere nelle corde di Mollica, visto che persino  Vasco Rossi lo ha definito “la rockstar del Tg1”. «Come dice Rosario (Fiorello, ndr), mi sono amminchiulutu – ha raccontato con il suo modo semplice e la sua simpatica -. Con quel po’ di vista che mi è rimasta, cioè niente, vi posso dire con grande franchezza che me la cavo discretamente e mi tolgo dalle scatole perché vado in pensione». Le sue malattie, per lui, sono come delle compagne di viaggio e le prende quasi in giro: «mister Glaucoma un figlio di mignotta», racconta. «Fare il cronista è il mio mestiere, il Tg1 è la mia casa e ringrazio tutti voi. Omerico non fui mai non per mancanza di poesia ma per mancanza di diottria», chiosa con quella simpatica che lo ha sempre contraddistinto. Mollica ‘regala’ poi ai colleghi una sua regola di vita che lui ha ereditato da Federico Fellini: «Non sbagliare mai il tempo di un addio o di un vaffanculo, neanche di un secondo che ti si può ritorcere contro».

Infine il giornalista del Tg1 conclude con una tragicomica volontà, tipica dell’uomo intelligente e di cultura che lui è: «Sulla tomba farò scolpire l’epitaffio “Qui giace Vincenzo Paperica che tra gli umani fu Mollica”: è un desiderio che mia moglie dovrà rispettare. Al cimitero guardo gli ovali sui loculi e capisco che nessuno dei defunti ha scelto la foto per la lapide. Il cronista Paperica, inventato da Andrea Pazienza e Giorgio Cavazzano per Topolino, mi rappresenta come nessun altro».