“Vorrei chiederti come mai proprio Codogno? Tu lo sai che la gente di quei posti e’ temprata dalla nascita? Guarda che noi abbiamo la nebbia, il ghiaccio, il Po che fabbrica zanzare, allevamenti a non finire e spesso quello che chiamiamo “profumo di campi” e’ l’odore del letame usato per concimare!”: e’ la lettera semiseria al coronavirus pubblicata sul sito del Comune di Codogno, con l’avvertenza “malgrado le numerose difficolta’ lasciateci pubblicare qualcosa di bello …perche’ Codogno e’ una bella citta'”. Ed eccolo l’orgoglio paesano nella lettera al Covid-19 scritta da un’anonima autrice: “Abbiamo la fiera del bestiame a novembre e la frequentiamo fin dalla prima infanzia. Andiamo a vedere vacche e suini e ci mangiamo pane e porchetta e il frittellone caldo con un olio talmente esausto che ti lascia odore di fritto fino a Natale! E tutto cio’ lo facciamo al freddo!”. “Un’altra peculiarita’ di Codogno e’ che da sempre la gente si lamenta che a Codogno non si organizza niente e se si organizza non c’e’ risposta. Tu arrivi li’ a scatenare l’epidemia? Sei un po’ ridicolo!”. “Dammi retta – si conclude la lettera – procurati degli squisiti biscotti Codogno e della buona cotognata e torna da dove sei venuto perche’ sta gente lombarda e’ piuttosto cazzuta”.


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