Previsioni Meteo a lungo termine – La circolazione sul Mediterraneo, ma a vasta scala su gran parte dell’Europa centro-meridionale, continuerebbe a essere egemonizzata dall’alta pressione, stando alle simulazioni prevalenti della gran parte dei centri di calcolo. Egemonia, tuttavia, non vuol dire stazionamento rigido e persistente, della figura anticiclonica, ancora più, poi, relativamente ad aree più circoscritte, come quelle centrali mediterranee di nostro interesse. Sono da mettere nel conto certamente delle oscillazioni dell’asse anticiclonico, oscillazioni che, talora, potrebbero anche dare un orientamento più meridiano all’alta pressione, permettendo, di contro, qualche possibile incursione di aria subpolare verso il nostro bacino. Va rilevato che molto spesso dinamiche anticicloniche esasperate, verso latitudini sempre più elevate, possono portare, nel giro di breve tempo, a ondulazioni non affatto trascurabili dei due fronti proprio a causa degli importanti divari bari tra le medie e alte latitudini. In altri termini, più il fronte subpolare avanza verso Nord, piazzando anticicloni molto osanti e ben strutturati fino alle medie latitudini, e più la tensione tra il fronte subtropicale e quello subpolare aumenta. Aumentando la tensione, è verosimile che possono scattare delle azioni fulmine configurantesi come invasioni di campo, sia da parte dell’uno che da parte dell’altro fronte.
Quindi, si, alta pressione in grande sfoggio, ma teniamo presente anche il forte affronto che il fronte subtropicale sta facendo da tanti giorni e che continuerà a fare almeno nei prossimi 10-15, al fronte polare e via via sin verso le porte di casa di quest’ultimo. Riteniamo abbastanza probabile che nell’arco di 10-15 giorni possa scattare qualche azione decisamente più imprevedibile e naturalmente di tipo meridiano a carattere anche freddo.

E a favore di un possibile cambiamento, in senso più meridiano e invernale della circolazione a scala europea e mediterranea, e’, oramai, una buona longevità del periodo di ESE COLD, ossia dell’ Evento stratosferico estremo in senso di raffreddamento, in questo caso, accorso durante la seconda decade di gennaio in Stratosfera. I nostri lettori ricorderanno che qualche editoriale fa avevamo parlato di un raffreddamento importante in atto nella Stratosfera, un raffreddamento che aveva portato al superamento della fatidica soglia NAM e che, a seguito di tale superamento soglia, probabilmente le fluttuazioni del Vortice Polare Troposferico sarebbero state assenti per almeno 40 giorni, verso il continente europeo, incentivando, questo stato termico stratosferico, un flusso zonale sparato.
Dall’inizio dell’evento ESE a ora è trascorso circa 1 mese e probabilmente altri 10 giorni potrebbero passare senza grossi movimenti in termini di circolazione invernale. Ma a partire dalla terza decade di febbraio, il condizionamento ESE potrebbe alleggerirsi via via e, stanti anche le motivazioni sopra dette, di accentramento delle vorticità positive subpolari verso il settore scandinavo e Mare del Nord, effettivamente il rischio di incursioni più fredde verso il Mediterraneo centrale potrebbe farsi più concreto. A supporto di quanto detto, rinveniamo delle buone ondulazioni nella parte bassa della stratosfera, intorno ai 14.000/16000 metri circa, proprio per inizio della terza decade di febbraio ( seconda immagine allegata), nonché buone indicazioni anche dall’ultimo aggiornamento dell’indice AO ( terza immagine) esprimente, appunto, il gradiente barico tra le medie latitudini europee e l’area artica: l’indice è visto in consistente picchiata verso la neutralità, dopo ben due pulsazioni esasperate verso l’alto, la più importante delle quali, proprio in questi giorni e in quelli prossimi.
In conclusione, si intravedono prospettive per possibili più concreti affondi di aria fredda artica verso le nostre latitudini nel corso della seconda parte dell’inverno, magari con qualche accenno già nell’ultima parte di febbraio ma riteniamo, con maggiore probabilità e anche più sostanziosi, poi, nel corso di marzo.
