Previsioni Meteo Marzo – Una evoluzione barica prospettata per il lungo periodo va vagliata giorno per giorno e, magari, ogni volta vanno colti degli elementi che “aggiungono o tolgono” qualcosa rispetto a quanto proposto il giorno prima. E’ sulla base di queste indagini, talvolta anche minuziose, che può cogliersi un trend più o meno indicativo su possibili configurazioni di massima anche a 7/8/10 giorni. Circa una svolta per i primi giorni di marzo, magari in anticipo per onde debolmente instabili anche sul finire di febbraio, continuano a esserci buone conferme da parte di tutti i centri di calcolo mondiali. Per di più ravvisiamo, nelle nostre indagini, qualche elemento “aggiuntivo” o “migliorativo” in termini di efficacia instabile, per taglio, incisività e anche componente fredda, degli affondi nordatlantici sull’Italia, rispetto alle prime simulazioni di qualche giorno fa.
Come desumibile dalla prima immagine in evidenza, frutto dei dati incrociati provenienti dal centro di calcolo europeo ECMWF, la configurazione proposta ancora oggi, nell’ultima emissione serale, vedrebbe, per inizio marzo, un’alta pressione atlantica più decentrata a Ovest, con i massimi tra l’Oceano e la Spagna e un promontorio fin verso i settori meridionali del Regno Unito. Il Mediterraneo centrale in Italia sarebbero palesemente scoperti rispetto ai flussi perturbarti subpolari, tant’è che nuclei instabili e a carattere moderatamente freddo provenienti dal Mare del Nord e della Scandinavia, repentinamente farebbero incursione lungo il fianco orientale anticiclonico e direttamente verso i settori centrali del Mediterraneo. Probabilmente l’asse potrebbe essere anche leggermente spostato a Ovest, con ingresso principale dell’aria fredda, perlomeno in un primo momento, dalla Valle del Rodano e, quindi, formazioni depressionaree presumibilmente su Alto Tirreno e poi verso il medio Tirreno e settori centrali italiani. Già questa configurazione sarebbe piuttosto perturbata per molte regioni italiane, se non per tutte, con piogge e nevicate fino a quote anche medio-basse sui settori centro-settentrionali.
Ma i dati serali sarebbero per una azioni instabile ancora più articolata e duratura per via di un possibile isolamento di un nucleo di vorticità positiva in quota tra basso Tirreno, le isole maggiori e la Tunisia. A questa configurazione, possibile dal 2 al 4 marzo, potrebbero corrispondere minimi depressionari in prossimità delle regioni meridionali italiane con richiamo al suolo anche di aria più fredda dall’Est Europa. Insomma, un cocktail certamente favorevole ancora a nubi e piogge diffuse, questa volta soprattutto sui settori centro-meridionali, e favorevole anche a condizioni per locali nevicate fino a quote medio-basse sull’Appennino.
Sottolineiamo che quelle rappresentate ora sono ipotesi bariche riferite a possibili configurazioni a quasi 10 giorni, quindi senz’altro poco realistiche in termini di concretezza finale. Tuttavia, quello che va evidenziato attraverso queste emissioni, è una sorta di “rincaro della dose” da parte un po’ di tutti i modelli matematici, ma soprattutto di quello europeo ECMWF, in riferimento alla possibile fase instabile più fredda per fine mese. “Rincaro di dose” che ovviamente aggiunge ulteriori tasselli a quella che potrà essere effettivamente una svolta più significativa in termini di piogge e anche di più freddo con l’avvento del nuovo mese.
La redazione di MeteoWeb continuerà a seguire costantemente l’evoluzione nel medio lungo periodo, apportando quotidiani aggiornamenti nelle apposite rubriche.



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