Previsioni Meteo – Da qualche giorno, lo abbiamo rilevato in precedenti editoriali, si notano dei movimenti nelle simulazioni modellistiche e in sede atlantica-europea, decisamente più interessanti in termini invernali. Beninteso, la predisposizione generale, tenendo presente anche i parametri più alti in atmosfera, ossia verso la stratosfera, non sarebbero ancora favorevoli a dichiarate configurazioni invernali, per via di flussi zonali attesi si in discesa, ma progressiva e lenta, e di un quadro termico in alto ancora piuttosto freddo. Tuttavia, sta mutando un po’, già da questi giorni e probabilmente ancor più nei prossimi, il quadro delle anomalie termiche superficiali oceaniche; per di più vanno mutando, e ciò è evincibile palesemente dalle ultime simulazioni dei modelli matematici, i fulcri barici in seno sia al fronte subpolare che a quello subtropicale.
Soprattutto è confermata la tendenza a trasferimento di vorticità positive dal Nord Atlantico verso il Mare del Nord e la Scandinavia. Un tale movimento di masse d’aria instabili e lo spostamento del loro baricentro, potrebbero certamente andare a influire sulle fluttuazioni anticicloniche che, anzichè orientarsi lungo i paralleli, come sta accadendo più spesso negli ultimi giorni, potrebbero propendere verso il medio alto Atlantico, specie verso area Regno Unito dove verrebbero meno le vorticità positive. Verrebbero a crearsi, insomma, le condizioni per un certo assetto più meridiano nella circolazione euro-atlantica, con alta pressione più spostata verso la Penisola iberica e i settori orientali oceanici e il Vortice subpolare più attivo sull’asse scandinavo.
Non sarebbe matematico che con questo nuovo assetto i nuclei instabili artici o subpolari raggiungano l’Italia, magari il loro orientamento principale potrebbe essere anche verso i Balcani con interessamento marginale delle nostre regioni. Tuttavia, la configurazione che va proponendosi sarebbe certamente più favorevole ad azioni fredde meridiane per l’Italia, che non l’assetto attuale. Nella sostanza, a cavallo tra la fine della seconda decade e l’inizio della terza, quindi approssimativamente nel periodo che andrebbe dal 19 febbraio fino al 21/ 22 del mese, potrebbero concretizzarsi delle azioni più fredde per l’Italia, magari anche associate ad instabilità di tipo invernale. A conferma di questa tendenza, vi è anche il grafico ensemble ultimissimo del modello americano GFS e riferito alle nostre regioni centrali, dal quale è bene evincibile il calo termico apprezzabile per il periodo considerato, associato anche ad apprezzabile instabilità. Per il momento è una tendenza, già vista da qualche giorno dei maggiori centri di calcoli e confermata con le ultime missioni odierne.
La redazione di MeteoWeb monitorerà costantemente questa evoluzione apportando quotidiani aggiornamenti.




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