Un branco di balenottere azzurre è stato avvistato nelle acque costiere intorno all’isola sub-antartica britannica della Georgia del Sud. Questo è quanto emerge da uno studio condotto dai ricercatori dell’Università di Washington, che hanno contato ben 55 esemplari in 23 giorni, una quantità di avvistamenti senza precedenti negli ultimi decenni. I dati provengono dal British Antarctic Survey (BAS) con il sostegno dell’Università di Auckland.
“La Georgia del sud è stata l’epicentro della caccia alle balene all’inizio del XX secolo. Gli arpioni delle barche hanno decimato la popolazione di balenottere per moltissimo tempo”, spiega Trevor Branch dell’Università di Washington.
“Il fatto che 55 esemplari siano stati avvistati in un territorio così pesantemente predato è semplicemente sorprendente, soprattutto se si tiene conto del fatto che nel 2007 ci sono stati solo un paio di avvistamenti isolati”, aggiunge il ricercatore. “Abbiamo notato diverse balene di varie specie, a volte siamo stati in grado di prelevare campioni di pelle per monitorare la salute degli animali. Le balenottere azzurre sono gli animali più grandi sulla Terra“, spiega ancora Branch, precisando che le grandi dimensioni di questa specie, insieme all’abbondanza di esemplari prima della rivoluzione industriale, hanno contribuito alla loro cattura di massa.
“Nel 1966 venne introdotto il divieto di caccia, le ultime stime del 1997 contavano meno di tremila esemplari, mentre meno di un secolo prima si calcolava una popolazione di circa 239 mila esemplari”, commentano i ricercatori. Gli ultimi avvistamenti sono avvenuti in Georgia del sud, dove l’abbondanza di krill, fondamentale nel regime alimentare delle balenottere azzurre, ha spinto alcuni esperti a domandarsi se l’aumentare degli avvistamenti non possa essere dovuto ad un aumento momentaneo della presenza di questi piccoli crostacei. “I dati preliminari tuttavia non forniscono indicazioni su anomalie nella popolazione di krill”, ribatte Jennifer Jackson. “Sappiamo che il secolo scorso la Georgia era un habitat adatto alle balene, sembra che le acque locali siano nuovamente sicure per questi animali sorprendenti”, conclude la ricercatrice.
