Siccità in Romagna, campi senz’acqua: il consorzio di bonifica la anticipa

Anche il 2020 è partito in Romagna "all'insegna dell'anomalia climatica" e della siccità, con ripercussioni sulle produzioni agricole

Anche il 2020 è partito in Romagna “all’insegna dell’anomalia climatica” e della siccità, con ripercussioni sulle produzioni agricole, sia per l’anticipo delle fioriture, sia per la necessita’ di compensare la pioggia. Il Consorzio di bonifica della Romagna occidentale e’ quindi gia’ intervenuto fornendo acqua per l’irrigazione delle colture agricole, con la rete distributiva in pressione e l’alimentazione dei canali a cielo aperto. Ad avere maggiore necessita’ in questi mesi e’ il distretto di pianura, da dove sono arrivate numerose richieste da aziende che prevalentemente coltivano il bietolotto. Nelle sole province di Ravenna, Bologna, Ferrara e Forli’-Cesena la superficie di terreno agricolo in cui si pratica questa coltura e’ di 6.500 ettari. Minori problematiche nell’area collinare, dove comunque e’ stato necessario sostenere la piante da frutto con l’acqua degli invasi e dei laghetti artificiali. Si tratta di un intervento “fuori stagione”, che di norma va da meta’ marzo a fine ottobre.

Per cui il Consorzio si e’ innanzitutto organizzato per attivare i propri sistemi irrigui tramite fonti alternative a quelle del Cer, il Canarle emiliano-romagnolo. Fin dai primi giorni di febbraio l’ente ha dato il via a un servizio di messaggistica per chiedere alle aziende agricole potenzialmente interessate di segnalare eventuali esigenze di irrigazione anticipata. Questo ha consentito di avere un quadro completo per programmare tutte le operazioni necessarie per attivare i vari sistemi irrigui. Finora si sono riuscite a soddisfare le richieste di 135 aziende agricole per una superficie bagnata complessiva di oltre 1.000 ettari. In questi ultimi giorni, poi, in anticipo rispetto alla data programmata, e’ ripartito anche l’esercizio ordinario del Cer, senza poter utilizzare le acque del Po. Quest’anno le manutenzioni invernali hanno impattato molto sulla funzionalita’ dell’asta irrigua: oltre agli ordinari controlli di sicurezza sulle elettropompe, e’ stato ricostruito integralmente un tratto di rivestimento lungo circa un chilometro, si spiega. La speranza del presidente Alberto Asioli e’ che “venga convocata con urgenza” la cabina di regia da parte dell’Aipo, l’Agenzia interregionale per il fiume Po, “per programmare e controllare l’utilizzo dell’acqua” del fiume, attualmente ad appannaggio delle regioni a Nord del fiume. Occorre anche “riprendere a finanziare- conclude Asioli- le opere irrigue ed e’ necessario promuovere sempre di piu’ un’agricoltura di precisione che consenta un uso attento e parsimonioso dell’importante risorsa acqua attraverso le piu’ efficienti tecniche irrigue”.