La strage dei canguri e il ruolo dell’Italia

"Di fronte alla indifferenza delle autorità australiane si rende necessario ed urgente un intervento del nostro Governo per salvare i canguri"

L’Italia è il principale Paese europeo utilizzate per la produzione di scarpe da calcio, tute motociclistiche ma anche di abbigliamento e accessori di lusso. Per questo, la deputata Patrizia Prestipino (Pd), annuncia una interrogazione a risposta scritta per chiedere al ministro dell’Ambiente Sergio Costa e al ministro degli Esteri Luigi Di Maio di “adottare con urgenza le necessarie iniziative per vietare l’importazione in Italia di pelle e carne di canguro”, anche sostenendo l’iter legislativo per l’approvazione della proposta di legge della Lav finalizzata al medesimo divieto.
Gli incendi boschivi e la torrida estate australiana continuano ad affliggere i territori del Queensland e dell’Australia Occidentale. Stati dove, insieme al Nuovo Galles del Sud, Australia Meridionale e Stato di Victoria, la caccia commerciale ai canguri prosegue inesorabilmente. “Di fronte alla indifferenza delle autorità australiane si rende necessario ed urgente un intervento del nostro Governo per salvare i canguri, a maggior ragione, considerato il ruolo dell’Italia in questa industria“, fa sapere la Lav.
La caccia al canguro. Ogni anno vengono uccisi oltre 2 milioni di canguri adulti e decine di migliaia di cuccioli spesso ancora nel marsupio delle madri. La caccia infatti avviene di notte, quando questi animali sono più attivi e quando è più difficile uccidere i canguri con un unico colpo di fucile al cervello, come prevede il Codice di Condotta (volontario e che non prevede sanzioni) redatto dalla “Industria del canguro” (la Kangaroo Industries Association Australia), che commercia in pelli e carni di canguro.
In base a queste “buone pratiche”, il cucciolo di una madre uccisa deve a sua volta essere ucciso tramite un colpo alla testa oppure tramite decapitazione o singolo colpo di fucile al cervello o al cuore. Il tutto nella piena autonomia del cacciatore e senza alcun controllo da parte di terzi.
A seguito degli incendi degli ultimi mesi, l’intero mondo scientifico ha già dato per certo, con parere unanime, che tutte le specie di animali selvatici in Australia hanno subito gravissimi danni e che probabilmente molte, se non già estinte in questi mesi, rischiano di estinguersi in un breve periodo.
È nell’interesse di tutti realizzare ogni azione utile al fine di tutelare il patrimonio inestimabile della fauna selvatica australiana, soprattutto quando le istituzioni locali sembrano non occuparsene in modo adeguato – sottolinea la Lav – Tra le azioni possibili, una in particolare riguarda l’Italia e richiede il nostro immediato intervento: la caccia al canguro è una pratica spietata e il nostro Paese non può continuare ad esserne complice, alimentandola con la sua domanda di importazioni“.