Terremoto al largo della Sardegna: dal 2000 ci sono stati 16 eventi con magnitudo superiore a 3 nella stessa zona

Un terremoto di magnitudo ML 3.5 si è verificato stanotte nel Tirreno centrale: sebbene la zona sia a bassa pericolosità sismica, eventi di questo tipo non sono nuovi

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Alle 00:46:54 di oggi, martedì 18 febbraio, nel Tirreno Centrale si è verificato un terremoto di magnitudo ML 3.5, ad una profondità di 23 km. L’epicentro è stato individuato 61 km ad est di Olbia, a nord-est della Sardegna. Il sisma è stato avvertito dalla popolazione di Olbia, Siniscola, Dorgali, Alghero, Sassari, Bitti, Tortolì, Ozieri, Desulo, Manziana.

La zona presenta una pericolosità sismica molto bassa, tanto che storicamente non ci sono dati sui terremoti in questa area. Proprio a causa della bassa pericolosità sismica, i soliti teorici del complotto ipotizzano trivelle e test militari come possibile causa del sisma odierno. Ma bassa pericolosità sismica non significa che non si verificano mai terremoti, ma che la probabilità che accadano è molto più bassa rispetto ad altre zone italiane. Bassa pericolosità sismica significa anche che la magnitudo massima aspettabile è estremamente più bassa rispetto a quella del resto d’Italia.

Per quanto riguarda la Sardegna, si hanno registrazioni di un terremoto Mw 4.9 a sud di Cagliari nel 1616, di un terremoto Mw 4.4 a ovest di Cagliari nel 1771 e di un sisma Mw 4.7 ad ovest di Arzachena nel 1970.

Secondo i dati dell’archivio dell’INGV, il tipo di evento che si è verificato oggi non rappresenta una novità per la zona considerata. Dal 2000, ci sono stati circa 16 terremoti superiori a ML 3.0, di cui 3 erano superiori ML 4.0: uno di Md 4.7 e uno di Md 4.2 (entrambi nel 2000) e uno di ML 4.3 nel 2004.

Inoltre, la profondità della scossa registrata stanotte smentisce la possibilità che si tratti di trivelle. Secondo il geologo Aldo Piombino, i terremoti alla profondità di 23km non possono essere generati da sismicità indotta.