Treno deragliato: le carrozze “sono state trascinate per circa 400 metri tra le pietre”

L'incidente ferroviario ieri, alle porte di Lodi, è costato la vita a Giuseppe Cicciù, 52 anni, e Mario Di Cuonzo, 59, macchinista e addetto dello Ferrovie dello Stato

Le carrozze di “prima classe”, vuote, dato anche l’orario del treno, che seguivano la motrice, hanno reso il bilancio in termini di vite umane molto meno cruento: è quanto sarebbe emerso dalle prime indagini degli investigatori in riferimento alla dinamica dell’incidente ferroviario che ieri, alle porte di Lodi, è costato la vita a Giuseppe Cicciù, 52 anni, e Mario Di Cuonzo, 59, macchinista e addetto dello Ferrovie dello Stato che viaggiavano sul Frecciarossa partito da Milano e diretto a Salerno.
Si è trattato di un caso, dato che che non sempre la prima classe viaggia in testa al treno. Rispetto al punto dell’impatto, la procura ipotizzerebbe uno scambio posizionato in modo errato dopo dei lavori di manutenzione appena terminati, e ciò avrebbe portato il convoglio su un binario sbagliato. La motrice per un sistema di sicurezza si è staccata dal resto del treno, la seconda carrozza invece ha probabilmente incontrato un ostacolo sul cammino e si è inclinata sui binari.

Le carrozze vuote della prima classe del Frecciarossa deragliato “sono state trascinate per circa 400 metri tra le pietre“, secondo quanto emerso dai primi rilievi degli investigatori.

Sul luogo dell’incidente ferroviario la polizia scientifica di Roma sta effettuando i primi rilievi sui binari, mentre il Nucleo operativo incidenti ferroviari si sta dedicando all’analisi dei vagoni. E’ cominciata inoltre l’acquisizione dei dati dai sistemi di registrazione che regolano la circolazione ferroviaria e l’analisi delle scatole nere. Non sono presenti telecamere che possano avere registrato la scena del deragliamento.