Sono interrogati nella stazione della Polfer a Piacenza i 5 tecnici di Rfi, quattro operai e un capo squadra, indagati per il deragliamento che giovedì mattina ha visto coinvolto un Frecciarossa 1000 e che ha causato la morte di due macchinisti e il ferimento di 31 persone. Sentiti come testimoni, l’altro ieri, avevano raccontato che lo snodo dove è accaduto il deragliamento era in ordine, cosa risultata non vera. La Procura di Lodi, che li ha iscritti nel registro degli indagati con le accuse di omicidio colposo plurimo, disastro colposo e lesioni colpose come “atto necessario” per procedere con gli accertamenti, li accusa di aver svolto, secondo l’avviso di garanzia, “l’attività in modo non adeguato“, così il convoglio è finito su binari di servizio, non destinati al traffico ordinario, né in grado di sostenere l’Alta velocità.
Quello scambio su cui avevano finito di lavorare, non era in posizione normale ma ancora ‘aperto’. Questa è considerata la causa più probabile della tragedia in cui hanno perso la vita Giuseppe Cicciù e Mario Dicuonzo. E, considerando che l’incidente di è verificato intorno alle 5 del mattino, il bilancio avrebbe potuto essere peggiore in un altro orario, nonostante la comunicazione degli indagati alla centrale di Bologna. Il procuratore Domenico Chiaro e il pm Giulia Aragno ipotizzano una “colpa consistita in imprudenza, negligenza e violazione delle norme legislative e regolamentari”, che non ha impedito il deragliamento.
Rfi ha disposto per i 5 operai un supporto psicologico e li ha destinati provvisoriamente ad altre mansioni, nominando per loro dei legali di fiducia. I consulenti della Procura di Lodi, che riceveranno l’incarico lunedì, dovranno svolgere, “al più presto, le attività irripetibili volte a accertare la funzionalità dello scambio e di tutti i dispositivi a esso collegati” al convoglio: quindi anche al sistema centrale. Accertamenti che “verranno svolti con la massima celerità per consentire il più celere sgombero dei vagoni coinvolti nell’incidente e il ripristino del tratto di linea interessato dal deragliamento“, spiega la Procura.
Inoltre, nell’ambito delle indagini, sono stati sequestrati tre hard disk con filmati del deragliamento. Sotto sequestro anche tutte le carrozze del treno, così come la scatola del sistema informativo di condotta Dis, i binari della linea Alta velocità, in quel tratto, e i binari di servizio vicini. Sul luogo della tragedia un camion-gru ha iniziato a rimuovere il convoglio dai binari. Le operazioni di rimozione delle carrozze si prevede possano iniziare la prossima settimana. Prima che ricomincino a circolare i treni dell’Alta Velocità sui binari, però, potrebbero volerci ancora diverse settimane.


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