Il progetto “Sharemed – Sharing and enhancing capabilities to address environmental threats in Mediterranean sea”, finanziato dal programma Interreg Mediterranean e coordinato dall’Istituto nazionale di oceanografia e di geofisica sperimentale – Ogs, ha l’obiettivo di aumentare la capacità delle autorità e della comunità scientifica nel gestire e pianificare le aree marine e nell’affrontare congiuntamente i pericoli connessi all’inquinamento e alle minacce ambientali. Per dare il via alle attività che si concluderanno nel 2022, 30 rappresentanti di Enti di ricerca e di gestione di 8 Paesi del Bacino Mediterraneo si sono riuniti a Trieste.
“Il monitoraggio di mari e oceani è spesso difficile e costoso quindi attualmente l’oceano è ancora ampiamente sottocampionato e le banche dati esistenti sono incomplete”, spiega Cosimo Solidoro, direttore della Sezione di Oceanografia di Ogs e responsabile del progetto. “Nonostante negli ultimi anni sia stato raccolto un gran numero di dati, spesso l’insieme delle informazioni a disposizione è frammentato, eterogeneo e costituito da dati che non sono sempre comparabili, ne’ di facile accesso e utilizzo”, precisa Solidoro. Per il progetto – si legge in una nota – è necessario migliorare e facilitare la condivisione di dati per supportare la governance multilivello e la pianificazione spaziale condivisa. “Il progetto prevede più di 3 milioni di finanziamento e ci permetterà di migliorare le capacità di osservazione e valutazione dello stato del mare, definendo pratiche di cooperazione, integrazione delle infrastrutture esistenti, definizione ed effettiva attuazione di un sistema di previsione trasferibile“, conclude Solidoro. Tra i partner, Valenciaport Foundation for Research, Promotion and Commercial Studies of the Valencian region (Spagna), National Institute of Biology (Slovenia), Università del Montenegro, Institute of Marine Sciences (Spagna).


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