Benvenuto Marzo 2020: da cosa deriva il nome del 3° mese dell’anno, tante curiosità e proverbi

Benvenuto Marzo 2020: ecco perché il terzo mese dell'anno si chiama così, tante curiosità e i proverbi più noti

Inizia oggi il mese di Marzo 2020: ma perché il terzo mese dell’anno si chiama così?

Il nome deriva dal latino Martius: il mese era dedicato al dio romano Marte, divinità del raccolto primaverile e della guerra, attività alle quali era adibito il mese.

Era il primo mese nell’antico anno romano, è il primo della primavera nell’emisfero boreale e dell’autunno nell’emisfero australe. Nell’immaginario collettivo è sinonimo di incostanza e instabilità: si dice “è nato di marzo” per indicare una persona capricciosa e volubile.

Il calendario romano originale era più breve di quello gregoriano: fu Numa Pompilio ad aggiungere Gennaio e Febbraio, rendendo l’anno uguale a quello solare.

Marzo rimase il primo mese dell’anno sino alla metà del II secolo d.C.: dopo tale data, l’inizio dell’anno venne identificato con Gennaio in quanto periodo in cui venivano scelti i consoli e i magistrati. Fino al 46 a.C. nell’antica Roma l’anno iniziava il 1° marzo, due mesi dopo rispetto ad oggi: Settembre era il settimo mese dell’anno, Ottobre l’ottavo, Novembre il nono, Dicembre il decimo.

Inizialmente il mese di luglio era chiamato Quintilis (quinto mese) ed agosto Sextilis (sesto mese). La riforma del calendario, promulgata da Giulio Cesare ed introdotta nel 46 a.C. introdusse il nome “luglio” in suo onore, e agosto invece deriva il suo nome da Ottaviano Augusto. 

Il calendario in uso oggi nei paesi occidentali è il calendario gregoriano, introdotto nel 1582.

I proverbi di Marzo

Tanti i proverbi e i detti legati al mese di marzo, alle condizioni meteo imprevedibili, alle tradizioni agricole e alle credenze popolari. Eccone alcuni:

  • Marzo pazzerello guarda il sole e prendi l’ombrello;
  • Marzo pazzerello esci col sole e rientri con l’ombrello;
  • Neve marzolina dalla sera alla mattina;
  • Vento di marzo non termina presto;
  • Marzo ventoso, frutteto maestoso;
  • Marzo arido, aprile umido; L’acqua di marzo è peggio delle macchie né vestiti;
  • Marzo, acqua e suli, carricari fa li muli;
  • U friddu di marzu trasi dintra lu cornu di lu voi;
  • Lu friddu di marzo scorcia a vecchia ‘nto iazzu;
  • Marzo asciutto ed aprile bagnato, beato i villano che ha seminato;
  • Se marzo butta erba, aprile butta merda;
  • Marzo tinge, april dipinge, maggio fa le belle donne, e giugno fa le brutte carogne;
  • Quando marzo marzeggia, april campeggia;
  • Chi nel marzo non pota la sua vigna, perde la vendemmia;
  • Marzo molle, grano per le zolle;
  • Le api sagge di marzo dormono ancora;
  • Marzo o buono o rio, il bue all’erba e il cane all’ombra;
  • La nebbia di marzo non fa male ma quella di aprile toglie il pane e il vino;
  • La luna marzolina fa nascer l’insalatina;
  • Tanta nebbia di marzo, tanti temporali d’estate;
  • Marzo, la serpe esce dal balzo;
  • Marzo ha comprata la pelliccia a sua madre, e tre giorni dopo l’ha venduta;
  • Marz marzot fio d’un baltrocc fio d’una baltroca, o ch’el piof o ch’el tira vent o ch’el fioca;
  • Di marzo chi non ha scarpe vada scalzo e chi le ha, le porti un altro po’ più in là;
  • Di marzo ogni villan va scalzo, Pace tra suocera e nuora dura quanto la neve marzola;
  • Marzo cambia 7 cappelli al giorno;
  • Marzo non ha un dì come un altro.