Coronavirus, Aifa: “Almeno 2 anni per un farmaco, serve cautela”

"Il processo per la scoperta di un farmaco e la sua validazione è lungo; di solito, se il farmaco è nuovo, è di almeno un paio d'anni", dice Nicola Magrini

Prevenire è meglio che curare, a maggior ragione contro il Coronavirus, contro il quale è importante il distanziamento sociale. “Non bisogna mollare, bisogna restare a casa per almeno 2-3 settimane”, rimarca Nicola Magrini, direttore generale dell’Agenzia italiana del farmaco. Anche perchè “il processo per la scoperta di un farmaco e la sua validazione è lungo; di solito, se il farmaco è nuovo, è di almeno un paio d’anni“. Sono questi i tempi per il primo farmaco anti-Covid, nato nel laboratorio dello scienziato americano Ralph Baric, di cui è cominciata la sperimentazione. La scorsa settimana si è parlato invece del nuovo monoclonale scoperto da un gruppo di olandesi: loro non inizieranno la sperimentazione sull’uomo prima di un anno e i dati definitivi non ci saranno prima di 24-28 mesi.

Sono poi in corso sperimentazioni di farmaci già noti, che da qualche giorno hanno visto trattare diverse centinaia di pazienti con “risultati promettenti, vedremo di confermarli nell’arco di tre settimane”, spiega Magrini, che ha anche annunciato che a breve verrà liberata la possibilità per i medici di famiglia di prescrivere farmaci anti Aids. “Però su alcuni farmaci serve cautela, ad esempio per gli antimalarici come la clorochina, hanno anche alcuni rischi non piccoli e la loro prescrizione di massa va considerata con cautela”.