Il 60% degli americani soffre di almeno una malattia cronica come diabete, cancro o problemi cardiaci e il 40% ne ha più di una, secondo i dati dei Centers for Disease Control and Prevention (Cdc). Si tratta, come è noto delle categorie di persone che rischiano le conseguenze più gravi nel caso di contagio da coronavirus. Negli Stati Uniti, a differenza di quanto non avvenga ad esempio in Europa, queste patologie croniche sono molto diffuse anche tra chi ha meno di 65 anni. Di alta pressione soffre un terzo degli americani tra i 40 e i 50 anni. Oltre un decimo degli statunitensi adulti ha il diabete di tipo 1 o 2, compreso un 17% che ha tra 45 e 64 anni. Sono inoltre 16 milioni gli americani affetti da broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco).
L’alta percentuale di malattie croniche negli Usa, compresa l’obesità “è semplicemente una questione di stile di vita“, ha spiegato all’AGI il professore Thomas Ksiazek, virologo della University Medical Branch di Galveston, tra i massimi esperti di Ebola al lavoro su un vaccino per il coronavirus e su nuove tecnologie per lo screening rapido del Covid-19. I fumatori negli Usa si stima siano 34 milioni e 16 milioni hanno malattie collegate al fumo. Poiché il coronavirus è una malattia respiratoria, ha osservato Ksiazek, anche questa categoria è più vulnerabile nel caso di contagio.
I casi di coronavirus negli Stati Uniti balzano a 42.200 con 520 morti: è la prima volta in un singolo giorno che i morti superano le 100 unità. Lo riportano i media americani.
