Il Coronavirus “può colpire tutti, non solo gli anziani”: “La gente deve capire che non ci sono farmaci o vaccini”

Coronavirus: "La gente deve capire che non ci sono farmaci o vaccini. L'unico modo per fermarlo è evitare di contagiare o di essere contagiati"

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Il contagio da Coronavirussta riguardando un numero sempre più alto di persone” e non solo anziani, “può toccare tutti“: lo ha spiegato l’assessore al Welfare della Lombardia Giulio Gallera, in collegamento ad Agorà, facendo un appello a “stare a casa“. “La gente deve capire che non ci sono farmaci o vaccini. L’unico modo per fermarlo è evitare di contagiare o di essere contagiati“. “Il 65% delle persone in terapia intensiva ha più di 65 anni, quindi il 35% rimanente ne ha di meno. E’ vero che muoiono di più gli anziani, ma nel momento in cui non c’è più posto in terapia intensiva anche il 50enne è in pericolo di vita“.

Coronavirus: “Italiani state a casa se potete”

Italiani state a casa se potete“: è l’appello di Walter Ricciardi, affidato a “La Stampa”. Lo scienziato è scandalizzato “da quegli italiani che questa domenica se ne sono stati tranquillamente accalcati al mare a mangiare il pesce o a fare l’aperitivo come se nulla fosse“. “Il problema è che oggi molti ragionano credendo che la possibilità di infettarsi è comunque una eventualità remota, perché giudicano poca cosa gli oltre 7mila positivi ad oggi rispetto al fatto che in Italia siamo 60 milioni“, spiega, sottolineando: “I giovani possono continuare a fare la movida all’aperto, purché facciano attenzione all’igiene e ai comportamenti“.

Soprattutto agli anziani dico che è meglio avere meno contatti con altre persone. Chi ha una certa età, se prende la malattia rischia. Va bene essere fatalisti ma perché andarsene prima del previsto per uno stupido virus?“: lo afferma in un’intervista a Repubblica il direttore del dipartimento di Infettologia del Sacco, Massimo Galli. “Gli adolescenti si considerano immortali, ci siamo passati tutti. Ma così rischiano di avere la responsabilità di portare a nonni e genitori un cliente assai più dannoso che per loro. A costo di essere detestato, dico che i locali e i punti di aggregazione vanno chiusi pure nelle regioni non ancora intensamente coinvolte dal problema“. Per Galli “in tempi brevi non saranno più sufficienti le misure prese per la quarantena. Molte persone non hanno una casa adatta all’isolamento. È ora di requisire qualche albergo. Dobbiamo tentare di contenere un’ulteriore espansione del virus. Molti buoi sono già scappati ma per ricondurne almeno un po’ nelle stalle bisogna interrompere la catena di contagi“. Quanto ai numeri “quelli che abbiamo visto fino ad ora, sono soprattutto casi di persone contagiate prima del 21 febbraio, quando sono state fatte le prime diagnosi. Per capire come si metteranno le cose ci vorrà del tempo. Ma non ci dobbiamo meravigliare se ci sarà un ulteriore incremento significativo nei prossimi giorni. E noi speriamo di reggere“.