Coronavirus, Bruno Vespa attacca Medici senza frontiere: “Dove sono? Forse nascosti nelle corsie?”. L’associazione: “Siamo attivi soprattutto nel lodigiano”

“Ricordate medici senza frontiere?", ha scritto sui social Bruno Vespa e l'associazione ha risposto: “Gentile Bruno Vespa, siamo in azione da più di una settimana sul territorio italiano"

Ricordate medici senza frontiere? Quando dovevano soccorrere i migranti (e facevano bene), lo facevano con le loro navi e la scritta “Medici senza frontiere” era molto ben visibile sulle loro tute, adesso sono scomparsi”, ha scritto in un post su Facebook Bruno Vespa. “Forse sono nascosti nelle corsie di Bergamo, di Brescia, di Cremona e forse non vogliono far sapere che sono lì e stanno lavorando alacramente. Ma se per caso non ci fossero, se per caso davvero se ne fossero dimenticati, forse è il caso di ricordarglielo. C’è bisogno di loro stavolta, anche se non c’è politica, anche se non c’è propaganda, anche se non ci sono le televisioni internazionali a propagandarne il lavoro. Che corrano che corrano e tornino davvero a bordo. A bordo dell’emergenza”.

Tra i commenti al post, c’è proprio quello dell’associazione Medici Senza Frontiere: “Gentile Bruno Vespa, siamo in azione da più di una settimana sul territorio italiano per supportare la risposta del governo, in particolare nel lodigiano. Oltre l’Italia i nostri team stanno intervenendo anche in Francia, Spagna, Belgio, Grecia Cina e Hong Kong e siamo in contatto con le autorità sanitarie in altri paesi. Tutti gli aggiornamenti sono disponibili sul nostro sito www.msf.it/covid19 e sui nostri canali social media”.

Msf dal 9 marzo scorso sta operando negli ospedali del Lodigiano, dove si e’ sviluppato il primo focolaio dell’epidemia. “Abbiamo subito accolto la richiesta della Regione di intervenire a supporto dell’Azienda sanitaria di Lodi”, dice Claudia Lodesani, infettivologa e presidente di Msf Italia, partita per Codogno dopo essere appena rientrata da una missione umanitaria ad Haiti. “In questo momento sono al lavoro nel Lodigiano 25 operatori di Msf tra Medici, infermieri, logisti ed esperti nel controllo delle infezioni. Ma tutti i nostri operatori che non sono impegnati in missioni all’estero stanno dando il loro contributo in Italia, mettendosi a disposizione delle Aziende sanitarie del territorio”. “Nei tre ospedali del Lodigiano stiamo offrendo un supporto ai colleghi in termini di gestione dell’epidemia” spiega l’infettivologa che ha maturato una importante esperienza sul campo in Africa nella lotta al virus dell’Ebola. “Come in tutte le epidemie la crisi e’ determinata dal numero elevato di persone contagiate. La differenza rispetto all’Africa e’ che il nostro e’ un sistema sanitario efficiente, anche se questa emergenza lo sta mettendo a dura prova”.

Claudia Lodesani sottolinea che Msf sta operando non solo nelle corsie degli ospedali ma anche sul territorio, in aiuto dei Medici di base chiamati a prestare l’assistenza sanitaria ai pazienti positivi che non hanno bisogno di ricovero. “E’ importante in questo momento – osserva l’infettivologa – non sovraccaricare gli ospedali che sono gia’ al limite. Per questo abbiamo lanciato la proposta di un braccialetto elettronico. Uno strumento in grado di controllare i parametri del paziente, che potra’ cosi’ essere monitorato a distanza dal medico di famiglia. Un modello di presa in carico del paziente non ospedalizzato che e’ gia’ stato con successo da Msf durante le epidemie di Ebola”, conclude Lodesani.