Non tutti hanno capito la gravità dell’emergenza del coronavirus. Lo dimostrano i recenti fatti di cronaca: fuga in massa dalla Lombardia, rave party con centinaia di giovani in Piemonte, contagiati in vacanza in altre regioni d’Italia. E anche una partitella di calcio, secondo l’esempio fornito da Roberto Burioni, ordinario di virologia e microbiologia dell’Università San Raffaele di Milano. “Siamo tutti insieme e nella stessa barca. Per piacere, state a casa più che potete. Uscite solo per motivi indispensabili e con la massima precauzione. Lo scrivo mentre accanto a casa mia si sta giocando una partitella di calcio, prova che non tutti hanno capito“, ha scritto su Facebook Burioni.

“La gente deve capire che deve stare a casa, altrimenti non ne usciamo. E deve farlo in tutta Italia, non solo nelle aree più colpite. Fate come me: vivo a Milano e sto in casa da due settimane: vado a lavorare, faccio la spesa con la massima cautela e stasera andrò da Fazio – anticipa ad AdnKronos Salute – ma non gli darò la mano e starò a un metro di distanza da tutti. E così stanno facendo anche mia moglie e mia figlia a Urbino. Contro questo virus è importante oggi il massimo impegno da parte di tutti noi. In attesa di tempi migliori”. “Possiamo vincere – continua il virologo – solo se le persone si responsabilizzano. Questo virus si trasmette con i contatti umani, quindi andare al cinema, in palestra, al mercato non va bene. Bisogna uscire solo per le cose importanti. E rispettare le indicazioni sull’igiene delle mani e sul fatto di stare ad almeno un metro di distanza dagli altri. Non minimizziamo i rischi del nuovo coronavirus, che non è un’influenza. E dobbiamo attenuare questa epidemia. Anche perché altrimenti – avverte Burioni – il pericolo non riguarderà solo le persone infettate da Covid-19, ma anche chi magari ha un incidente e in ospedale rischia di non trovare assistenza”.
