Coronavirus, chiamata alle armi per 300 medici. Boccia: “Far crescere i posti di terapia intensiva”

"Bando per 300 medici volontari per consentire a tutti i medici italiani che hanno voglia di aderire alla task force", ha detto l ministro per gli Affari Regionali, Francesco Boccia

“Abbiamo appena terminato il coordinamento con le regioni, cosi’ come da proposta fatta dal governo riusciamo ad aprire il bando per consentire a tutti i medici italiani che hanno voglia di aderire alla task force. E’ un bando per 300 medici volontari”. Lo ha detto il ministro per gli Affari Regionali, Francesco Boccia, in conferenza stampa presso la Protezione Civile. I posti nei reparti di terapia intensiva negli ospedali “devono crescere ogni giorno di piu’, dobbiamo salire dai 7697 di cui il Paese dispone”, ha detto Boccia.

“Abbiamo la necessita’ che questa risposta avvenga in 24 ore, sara’ possibile iscriversi subito. La priorita’ assoluta sono gli ospedali della Lombardia e la provincia di Piacenza. Facciamo una chiamata alle armi della sanita, mai fatta prima, a tutti i medici italiani. I medici che sono i prima linea hanno bisogno di aiuto”, ha detto Boccia. La priorità sono tutte le province lombarde e la provincia di Piacenza – ha detto – il nostro obiettivo è quello di far arrivare nel più breve tempo possibile nei luoghi e poi potrà tornare qualora la protezione civile rilevi necessità in altre regioni italiane”. “Sono sicuro che arriveranno tantissime domande”, ha sottolineato.

“Il miglior vaccino in questo momento è il nostro comportamento: dobbiamo restare a casa”. “Il governo sta lavorando per raddoppiare i posti di terapia intesiva nel minor tempo possibile”, ha aggiunto Boccia, che ha sottolineato come “il commissario Arcuri sta acquistando da tutte le parti del mondo ventilatori e respiratori per la terapia intensiva”.

A quanto si apprende, il ministro Francesco Boccia, nel coordinamento politico con Regioni, Anci e Upi, ha chiesto di “non fare singole ordinanze perché non incidono, se non sono omogeneizzate, con le indicazioni dello Stato” e di “aspettare il governo che dal primo momento sta lavorando per omogeneizzare sempre più le misure”.  Ora “quello che conta”, ha chiarito Boccia, “è quanti posti di terapia intensiva vengono aperti ogni giorno”. “Questa deve essere la nostra comune ossessione collettiva per salvare la vita degli italiani – ha spiegato ai rappresentanti degli enti locali – e non quante ordinanze si fanno perché alla fine dell’emergenza tutti saremo giudicati sull’aumento delle terapie intensive, su quante vite umane si saranno salvate e su come e quanto avremo difeso il diritto universale costituzionale alla salute”.