Coronavirus, le curve dell’epidemia in Italia: il picco dei decessi nella prima decade di Aprile [DATI e GRAFICI]

"E’ evidente come gli ultimi terribili dati sui decessi giornalieri abbiano allontanato nel tempo la previsione più ottimistica della scorsa settimana": l'analisi di Giovanni Falcicchia

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Con riferimento all’articolo pubblicato il 14/03/2020, proporremo oggi ulteriori approfondimenti e l’aggiornamento delle curve dell’epidemia di Covid- 19 in Italia. Innanzitutto osserviamo che le elaborazioni fatte la scorsa settimana riguardavano una base di dati molto limitata, relativa ai primi 24 giorni dell’epidemia. Oggi le analoghe elaborazioni, di conseguenza, riguardano complessivamente 31 giorni. Una base di dati ancora limitata ma comunque più ampia di circa il 30% rispetto alla precedente. Questo comporta un certo miglioramento nell’affidabilità dei risultati ottenuti.

Per quanto detto nell’articolo del 21/03 continueremo ad analizzare i dati relativi ai decessi complessivi sull’intero territorio nazionale.

Ovviamente l’evoluzione dell’epidemia segue tempistiche diverse nelle diverse regioni e provincie. Studiare il fenomeno nel suo complesso, fornisce comunque informazioni importanti, come ad esempio la determinazione dei quantitativi di componenti e attrezzature sanitarie necessarie per affrontare la crisi e la loro successiva redistribuzione.

Sappiamo che in quest’ultima settimana l’epidemia è letteralmente dilagata, al di là di ogni più pessimistica previsione, con centinaia di decessi avvenuti soprattutto nelle regioni del nord Italia. Ciò comporta una rimodulazione delle valutazioni e delle prospettive future fornite dai calcoli, dai grafici e dalle loro proiezioni.

Abbiamo già visto nell’articolo di presentazione, come ogni specifica curva fornisca informazioni su un certo aspetto dell’evoluzione temporale dell’epidemia. In particolare, da un punto di vista matematico, esaminiamo la curva dei decessi giornalieri; quella della variazione dei decessi giornalieri e le due ulteriori loro variazioni. Ognuna di queste curve è il grafico della funzione derivata di quella precedente.

In questa sede faremo un’analisi temporale dell’epidemia, a partire dal suo esordio, analizzando le curve a ritroso iniziando da quella relativa alla derivata terza.

Si  sottolinea che i dati e le previsioni presentano un margine di indeterminazione crescente nel tempo. In tal modo le proiezioni future risultano essere via via più imprecise allontanandoci dalla data attuale. Si rammenta inoltre che i risultati ottenuti sono il frutto di diversi processi di medie mobili, ciò al fine di ottenere curve che presentano una certa regolarità.

Analisi delle curve

Il grafico della derivata terza della funzione dei decessi giornalieri è riportato in fig. 1.

Fig. 1

Tale funzione rappresenta una variazione di ordine superiore rispetto alle più consuete variazioni: aumento o diminuzione dei decessi. Un indice legato a una notevole rapidità di evoluzione di un certo fenomeno. Possiamo osservare che tale curva presenta il suo massimo tra il 29/02 e il 01/03. In tali date avremmo pertanto già potuto osservare l’esplosività del fenomeno  che stiamo studiando.

In corrispondenza del  12/03 tale curva scende a zero, vuol dire che in tale data la derivata seconda ha il suo massimo: fig. 2

Fig. 2

Abbiamo già visto che tale funzione rappresenta una sorta di accelerazione dei decessi giornalieri. Fortunatamente anche tale linea scende a zero il 19/03. Se così non fosse stato avremmo veramente parlato di un’epidemia incontrollabile.

Pertanto in corrispondenza del 19/03 la funzione variazione dei decessi giornalieri presenta il suo massimo fig. 3.

Fig. 3

Quando anche questa curva scenderà a zero vorrà dire che il numero dei decessi  giornalieri avrà raggiunto il suo massimo. Qui noi associamo il cosiddetto picco dell’epidemia.

Con un opportuno algoritmo è stato calcolato quando si potrebbe avere il picco. E’ chiaro che parliamo di valutazioni probabilistiche con la loro percentuale di indeterminazione e come tali vanno prese. Con i dati attuali quindi si può valutare un picco dei decessi giornalieri nella prima decade di aprile quando, tra l’altro, dovrebbero vedersi i primi frutti delle restrizioni in corso. Fig. 4

Fig. 4

E’ evidente come gli ultimi terribili dati sui decessi giornalieri abbiano allontanato nel tempo la previsione più ottimistica della scorsa settimana.

Infine quando anche la curva dei decessi giornalieri, fig. 5 scenderà a zero potremo dire che sarà tutto finito. Ad oggi non è possibile fare alcuna previsione realistica in merito.

Fig. 5

Un aspetto positivo dei questa analisi consiste nel fatto che la varie curve esaminate stanno progressivamente scendendo a zero andando nella parte negativa delle ordinate. In qualche modo l’epidemia presenta una certa regolarità.

Certo ad oggi non vediamo ancora nessuna luce in fondo al tunnel e l’unica cosa che possiamo fare è attenerci scrupolosamente alle disposizioni governative. Non abbiamo altra scelta.

A cura di Giovanni Falcicchia

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