L’emergenza coronavirus in Italia impone a tutti grandi e piccoli sacrifici da fare per evitare che il contagio continui a diffondersi nel nostro Paese. Ma non tutti sembrano averlo capito e le violazioni alle disposizioni varate nel Dpcm sono state tantissime. Secondo il bilancio pubblicato dal Viminale sul sito del ministero, 2.162 persone sono state denunciate fino ad ora per violazione delle restrizioni disposte dai provvedimenti per l’emergenza Coronavirus. Le persone complessivamente controllate sono state 106.659 mentre le verifiche negli esercizi commerciali sono state 18.994. Tra i denunciati ci sono anche 113 titolari di esercizi commerciali mentre 35 sono le persone denunciate per aver indicato nell’autocertificazione motivi non veri per gli spostamenti.
A Catania i poliziotti hanno denunciato sette persone che circolavano per la citta’ senza una valida ragione. Due degli indagati, in particolare, in totale disprezzo di ogni divieto posto a tutela della salute pubblica, svolgevano l’attivita’ di parcheggiatore abusivo rispettivamente in piazza Paolo Borsellino e in via Bernini e, pertanto, oltre ad essere denunciati sono stati multati. Tra l’altro uno dei due e’ risultato recidivo. Per entrambi e’ stata disposta dal Questore la misura della sorveglianza speciale. Sempre a Catania e’ stato denunciato il titolare di un bar, in via Re Martino, trovato aperto oltre l’orario consentito e con numerosi clienti intenti a consumare cibi e bevande a distanza ravvicinata.
Un ristoratore di Siena, invece, ha aperto all’ora di cena per servire degli operai, ma è intervenuta la polizia che, accerta la violazione, ha denunciato una decina di persone. Ieri sera, verso le 21, una pattuglia dell’ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della questura di Siena, in servizio straordinario proprio per i controlli, ha ricevuto una segnalazione di voci e risate provenienti da un ristorante a nord della città. Subito i poliziotti sono andati a verificare quanto segnalato. Dopo aver bussato con insistenza, il titolare dell’esercizio, che aveva spento le luci dell’ingresso in modo da non destare sospetti sulla chiusura dell’esercizio, ha aperto. Gli agenti hanno così potuto constatare che all’interno della sala da pranzo c’erano circa una decina di persone, tutti dipendenti di una ditta, che stavano cenando non rispettando la normativa. Il titolare ha ammesso di aver aperto il locale esclusivamente per loro, cosa non consentita dalle disposizioni ministeriali. Gli operai sono stati quindi identificati e, al termine delle procedure, insieme al titolare del ristorante e a chi serviva la cena, sono stati segnalati.
Un uomo di Formello è a rischio processo dopo aver violato le disposizioni per andare a comprare le sigarette. Colto dai carabinieri la scorsa notte mentre era in auto sulla via Cassia, intorno alle 2 del mattino, l’uomo si e’ giustificato dicendo che doveva acquistare le sigarette. Avendo anche dieci sigarette, i pm hanno proceduto anche per falso. Per il pm di Tivoli, coordinati dal procuratore Francesco Menditto, la giustificazione “vado a comprare le sigarette” non costituisce in concreto comprovata ‘situazione di necessita'”, cosi’ come definito dal Decreto del presidente del consiglio dei ministri emanato l’8 marzo scorso contro la diffusione del virus.
Un’intera famiglia filippina di dieci persone è stata denunciata per aver violato le misure del decreto ministeriale, dopo esseri ritrovati a casa di una coppia di parenti a Lonate Pozzolo (Varese) per una festa. “Non avevamo capito che non fosse concesso trascorrere una serata a festeggiare in famiglia”, si sarebbero giustificati ai carabinieri chiamati da un vicino di casa che ha telefonato al 112 per segnalare che all’interno dell’appartamento fosse in corso una festa.
