Coronavirus e diabete, cosa c’è da sapere: come ridurre il rischio di contagio e quali sono le precauzioni da adottare

I pazienti con diabete sono tra coloro che corrono un rischio maggiore di complicazioni da Coronavirus: cosa c’è da sapere?

Come altre malattie respiratorie, l’infezione da nuovo coronavirus può causare sintomi lievi come raffreddore, mal di gola, tosse e febbre, oppure sintomi più severi quali polmonite e difficoltà respiratorie. Raramente può essere fatale: le persone più suscettibili alle forme gravi sono gli anziani e quelle con malattie pre-esistenti, come diabete e malattie cardiache.
I pazienti diabetici sono dunque tra coloro che corrono un rischio maggiore di complicazioni da Coronavirus: cosa c’è da sapere? Quali sono le precauzioni da adottare?

“Sono le persone anziane e quelle con patologie pregresse – quali malattie cardiache, diabete, malattie respiratorie croniche e ipertensione – che sembrano essere più soggette alle complicanze cliniche più gravi rispetto all’infezione da nuovo coronavirus SARS-Cov-2, che causa la COVID-19. Ciò significa che, in questi pazienti la possibilità di manifestare polmoniti e insufficienze respiratorie è maggiore rispetto ai soggetti sani. Il San Raffaele ha chiesto ai suoi esperti di fare il punto su quanto si può suggerire a chi soffre di diabete, una malattia che colpisce ogni anno oltre 3 milioni di persone in Italia“: lo spiega in un approfondimento il Gruppo San Donato.
Fondato nel 1957, il Gruppo San Donato ha rivoluzionato il mondo della sanità mettendo il paziente al centro del suo ecosistema. Oggi costituisce il primo gruppo ospedaliero privato italiano, simbolo dell’eccellenza sanitaria sia nell’attività clinica che nella ricerca scientifica.

diabetePer i pazienti diabetici, si spiega, “il rischio di contrarre la malattia COVID-19 è lo stesso rispetto alla popolazione generale. Anche se c’è qualche evidenza minore che un quadro di scompenso glicemico marcato possa predisporre ad un maggior rischio, al momento si può affermare che i soggetti con diabete non hanno maggior rischio di infezione. Questo vale sia per il paziente con diabete di tipo 2 che con diabete di tipo 1.

“Le conoscenze che abbiamo sulla nuova infezione sono ancora relativamente poche e possono cambiare anche nel prossimo futuro, perciò occorre in ogni caso molta cautela” afferma Lorenzo Piemonti, direttore del Diabete Research Institute dell’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano.

Basandosi sulle informazioni derivate dall’esperienza cinese, sui primi dati del contesto italiano e su precedenti situazioni epidemiche (come la SARS o H1N1) si ha l’evidenza che “è più probabile che nei pazienti affetti da diabete la malattia abbia un decorso più grave (polmoniti o insufficienze respiratorie),” spiegano gli esperti del Gruppo San Donato.

Al momento i dati disponibili non permettono di stratificare all’interno dei soggetti con diabete le categorie più a rischio.
È più che plausibile che il rischio maggiore sia per i pazienti sopra i 65 anni con presenza di comorbidità quali ipertensione, obesità malattia cardiovascolare, mentre è altrettanto plausibile che le forme severe di COVID-19 siano estremamente rare nei pazienti giovani e pediatrici. Questo, però, non autorizza i soggetti più giovani a non rispettare tutte le indicazioni per la prevenzione dell’infezione,” afferma Piemonti.

In conclusione, si rileva nell’approfondimento, i principi di base per ridurre il rischio di contagio del nuovo coronavirus per i pazienti diabetici “sono gli stessi impartiti dal Ministero della Salute per la restante parte della popolazione. Ovviamente, essendo soggetti particolarmente suscettibili a sviluppare conseguenze gravi, queste regole vanno seguite con la massima attenzione. Oltre alle canoniche 10 regole del Ministero*, sono tuttavia da considerare seriamente alcune raccomandazioni aggiuntive come:

  • non recarsi in luoghi affollati e a più alto rischio di contagio se non strettamente indispensabile
  • privilegiare il lavoro da casa riducendo così spostamenti e contatti
  • per i soggetti sopra i 65 anni evitare, nel limite del possibile, di uscire di casa.

 

*Decalogo del ministero della Salute

  • Lavarsi spesso le mani
  • Evitare il contatto ravvicinato con persone che soffrono di infezioni respiratorie acute
  • Non toccarsi occhi, naso e bocca con le mani
  • Coprire bocca e naso se starnutisci o tossisci
  • Non assumere farmaci antivirali né antibiotici, se non prescritti dal medico
  • Pulire le superfici con disinfettanti a base di cloro o alcol
  • Usare la mascherina solo se si sospetta di essere malato o se si assistono persone malate
  • I prodotti Made in China e i pacchi ricevuti dalla Cina non sono pericolosi
  • Gli animali da compagnia non diffondono il Coronavirus
  • In caso di dubbi non recarsi al Pronto Soccorso, ma chiamare il proprio medico di base o il 112 e se si pensa di essere stati contagiati